Stazioni più accessibili ai disabili: procedono i lavori delle ferrovie svizzere

Entro la fine 2023 interventi in altre 292 strutture: porteranno all'85 per cento la quota di passeggeri che potranno viaggiare autonomamente e senza preavviso

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Secondo l’attuale pianificazione delle Ferrovie, entro il termine stabilito dalla legge, ovvero fine 2023, saranno realizzati gli adattamenti in altre 292 stazioni, che porteranno all’85 per cento la quota di passeggeri che potranno viaggiare autonomamente e senza preavviso

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Entro la fine del 2023 le stazioni e le fermate ferroviarie della Svizzera devono essere sottoposte alle misure costruttive del caso per essere rese conformi alle disposizioni della legge sui disabili. Dell’attuazione sono responsabili le ferrovie. L’UFT le sostiene. Come emerge dall’ultimo rapporto sullo stato dei lavori dell’UFT, a fine 2020 rispettavano le prescrizioni poco più della metà delle stazioni e fermate: erano cioè accessibili autonomamente e senza preavviso da persone con disabilità 908 stazioni su un totale di 1800, ovvero 35 in più rispetto all’anno precedente.

Considerato che le grandi stazioni sono le prime a essere adeguate, grazie ai miglioramenti può usufruire delle trasformazioni conformi alle esigenze dei disabili il 69 per cento di tutti i viaggiatori.

Secondo l’attuale pianificazione delle ferrovie, entro il termine stabilito dalla legge, ovvero fine 2023, saranno realizzati gli adattamenti in altre 292 stazioni, che porteranno all’85 per cento la quota di passeggeri che potranno viaggiare autonomamente e senza preavviso.

Per 386 stazioni o fermate ferroviarie le trasformazioni saranno attuate dopo la scadenza del termine legale. Rispetto al precedente rapporto è aumentato il numero di stazioni che saranno adattate in ritardo. Ciò perché al momento di definire nei dettagli la pianificazione è stato necessario adeguare la calendarizzazione in diverse località. Le ferrovie attribuiscono i ritardi alla carenza di personale e alla mancanza di finestre temporali per i lavori di costruzione. In tutti i casi interessati si punta tuttavia a una progressiva messa in servizio dei settori ultimati. Per 146 dei 386 progetti in ritardo, i lavori saranno avviati prima della scadenza del termine per il risanamento. Per tutti quelli i cui lavori di costruzione inizieranno solo dopo, l’UFT ha richiesto piani di finanziamento e calendari vincolanti allo scopo di garantire che non vi saranno ulteriori ritardi.

Un piano di attuazione di questo tipo è disponibile per 240 stazioni e fermate. In circa il sette per cento dei casi un adeguamento costruttivo è non proporzionale, tra le altre cose per l’esiguità del flusso di passeggeri rispetto ai costi. In situazioni del genere devono essere offerte misure sostitutive entro fine 2023. Di solito queste prevedono l’assistenza da parte del personale dell’impresa.

Redazione Lugano

 

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