Keygo Oyama, compositore di Tokyo 2020, si dimette dopo le accuse di bullismo nei confronti di ragazzi disabili

Il Comitato Olimpico Internazionale ha reso ufficiali le dimissioni di Keygo Oyama, compositore che collaborò ad alcuni progetti di Ghost in the Shell e che si sarebbe dovuto occupare dei brani che accompagneranno le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Lo scorso giovedì venne annunciato ufficialmente il coinvolgimento di Oyama nell’organizzazione dei particolarmente tormentati e altrettanto discussi giochi olimpici. Qualche ora più tardi, iniziarono ad emergere le prime accuse che lo vedevano coinvolto in atti di bullismo perpetrati durante il liceo ai danni di ragazzi disabili.

Fonte di tali accuse, una vecchia intervista rilasciata nel 1994 dal compositore sulle pagine del numero di Gennaio della rivista Rockin’On Japan.

Attenzione: vista la natura delle azioni compiute da Oyama e riportate nell’intervista, vi avvisiamo che il seguente paragrafo non è adatto al pubblico più sensibile.

Nel corso del proprio intervento, Oyama ammise di aver perpetrato atti di bullismo contro propri compagni di scuola affetti da patologie di diversa natura.

Tra gli atti riportati – raccontati scherzandoci sopra – vi era anche l’aver arrotolato uno studente in un materasso e averne rinchiuso un altro all’interno di un plinto utilizzato per gli allenamenti. Sempre per sua stessa ammissione, Oyama raccontò episodi che lo videro obbligare uno studente a compiere atti di autoerotismo davanti ad altri e/o umiliarsi in altri modi che non ripeteremo in questa sede.

Per dovere di cronaca, riportiamo che il compositore, al tempo, si giustificò dicendo di non aver compiuto simili atti in prima persona, ma di averli “semplicemente suggeriti”. Un’attenuante decisamente discutibile.

Le scuse e le dimissioni

Davanti a simili, gravi e inconfutabili (trattandosi di un’intervista pubblicata e ancora reperibile) accuse, l’opinione pubblica si è nuovamente schierata contro il Comitato Olimpico Internazionale, colpevole di aver coinvolto una persona simile in un evento inclusivo come quello delle Olimpiadi e, a maggior ragione, delle Paralimpiadi. Il compositore ha dato le proprie dimissioni, scusandosi sia per le azioni compiute in gioventù, sia per l’intervista stessa.

“Sono profondamente pentito e assolutamente responsabile di non esser stato un buon amico e aver causato questo tipo di sofferenze” scrive Oyama, “è vero, parlai senza alcun tipo di rimorso delle azioni spietate che compii nei confronti dei miei compagni di classe e di altre persone affette da disabilità che vivevano vicino alla scuola quando ero uno studente.”

Alle scuse del compositore fanno eco anche quelle dell’editore e – al tempo – intervistatore di Rockin’On Japan, che ha espresso il proprio rimorso e il proprio pentimento per aver trattato un argomento simile con una tale leggerezza e aver scelto di pubblicare una simile intervista.

Fonte: ANN

 

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