In che modo gli eSport aiutano nell’inclusione delle persone con disabilità?

Promuovere lo sport inclusivo, eliminare le barriere, lavorare senza limiti e promuovere quotidianamente le pari opportunità per le persone con disabilità.

di Ricky Garino

Questi tipi di giochi stanno guadagnando sempre più terreno ed è importante non concentrarsi solo sulle questioni relative ai giochi, la strategia, l’app 1bet o qualsiasi altra app di bookmaker, ma anche sull’accessibilità del gioco per tutte le persone.

Questo è ciò che cercano di ottenere, poco a poco, gli eSport, supportati da innovazioni tecnologiche in un mondo sempre più iperconnesso e in costante crescita.

Si sta diffondendo sempre di più la conoscenza dell’uso di tecnologie che vanno oltre, che svolgono una funzione sociale e che generano un cambio di paradigma impegnandosi per l’inclusione.

La trasformazione digitale apre anche un nuovo dibattito sull’uso degli eSport e sullo sviluppo delle competenze nell’ambiente educativo e lavorativo delle persone con disabilità. Quali sono le opportunità di svago e di crescita personale di questa parte sociale?

La società è pienamente consapevole della necessità di facilitare e promuovere l’uso della tecnologia per le persone con disabilità?

Nel campo degli eSport, lo sviluppo aiuta a generare nuove pratiche che consentono a tutte le persone che vogliono far parte della sfera sportiva e dei videogiochi di farlo senza alcun impedimento.

Gli eSport, che hanno già più di 300 milioni di praticanti in tutto il mondo, rappresenteranno, entro il 2022, oltre il 15 % di tutto lo sport globale. Pertanto, la necessità di includere persone con qualche tipo di disabilità negli sport elettronici non può essere ignorata.

L’utilizzo di soluzioni e strumenti delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione è un fattore primario quando si tratta di proseguire con progressi che rendano possibile l’eliminazione totale delle barriere fornendo conoscenza, esperienze e apprendimento.

Un’opportunità aperta al mondo della trasformazione digitale, anche se non tutto dipende dall’esistenza stessa delle Tecnologie ma da altre opportunità che ne facilitano l’uso e l’applicazione, nonché spazi in cui le persone possono godere di giochi elettronici e altri tipi di svaghi che consentono loro di connettersi con altri giocatori sia fisicamente che virtualmente.

Esport inclusivi

La necessità di eSports, videogiochi e più innovazioni digitali al servizio delle persone capaci è già un dato di fatto, sebbene ci siano già opportunità e progetti che portano la tecnologia in questo settore della società.

Fondazione Vodafone

La Community “connessa dell’accessibilità” della Fondazione Vodafone realizza progetti alla ricerca di una trasformazione digitale accessibile che aiuti le persone con disabilità e crei una community che avvicini tutti i suoi utenti in diversi spazi. Questa iniziativa offre formazione all’utilizzo di social network, codici QR, smartphone o l’inserimento di tablet nelle aule didattiche.

Irisbond

Questa azienda aiuta le persone con disturbi neurologici progressivi, malattie del motoneurone, paralisi cerebrale e collettivamente, tutte le persone affette da limitazioni di comunicazione sopravvenute a comunicare facilmente in ambienti educativi, di lavoro e personali e svolgere altre funzioni come spegnere e accendere la televisione o aprire la porta in modo autonomo.

Lega e-Sport per sordi

È la lega di eSports per non udenti che nasce in Brasile e diventa la prima competizione sportiva online per persone con capacità uditive in cui i microfoni non esistono.

Overwatch League con il linguaggio dei segni

La Overwatch League è la prima lega globale di eSports che riunisce migliaia di persone ogni anno nei suoi eventi faccia a faccia ed è già riuscita ad assumere più personale per interpretare le partite per gli spettatori non udenti utilizzando il linguaggio dei segni rispetto allo stadio Blizzard Arena di Los Angeles

Blexer, videogiochi per riabilitare le persone con disabilità

Questo sistema è stato progettato da un team di ricercatori del gruppo di Applicazioni Multimediali e Acustiche (GAMMA) del Centro di Ricerca in Tecnologie Software e Sistemi per la Sostenibilità (CITSEM-UPM) per utilizzare i videogiochi attraverso i movimenti del corpo che aiutano la riabilitazione fisica con un obiettivo chiaro: alimentare la voglia di giocare tramite lo sviluppo di capacità dedicate a diverse tipologie di pubblico.

Quali innovazioni vengono proposte?

  • Software adattato
  • Giochi in lingua dei segni
  • Tracciamento oculare
  • Occhiali per realtà virtuale per diverse esigenze
  • Contenuti uditivi
  • Formazione specifica sull’uso tecnologico
  • Sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa (SAAC)
  • Centri sportivi digitali

Ci sono ancora molte barriere da eliminare, dobbiamo espandere l’innovazione a più settori della popolazione e generare consapevolezza sociale al punto in cui l’eliminazione delle barriere può essere, al cento per cento, una realtà indiscutibile.

Gli investimenti in innovazione e la necessità di attenzione da parte del mondo accademico fanno parte di tutto questo panorama, che può consentire lo studio di soluzioni per anziani, bambini e adolescenti con qualsiasi tipo di disabilità o malattia in modo che possano essere trattati allo stesso modo.

Sia nel campo dell’applicazione delle nuove tecnologie che nell’ambito specifico degli eSports, sono ancora molte le esigenze da coprire, come le infrastrutture che consentano agli utenti con disabilità di crescere in uno spazio condiviso aperto al gioco e all’integrazione o alla consapevolezza che incoraggia sia cittadini che istituzioni, aziende, fondazioni o università a creare eventi, talk, seminari, incontri ludici e formazione per professionisti e volontari.

Nelle questioni relative all’innovazione, come le persone affette da malattie rare, si tiene conto dell’intera società?

Rimuoveremo mai le barriere? Fino a che punto la società è responsabile del cambiamento?

Gli eSport potrebbero entrare a far parte dei Giochi Olimpici?

Quali ulteriori barriere devono essere rimosse per promuovere l’inclusione sociale?

 

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