Polizia israeliana uccide palestinese con disabilità mentale a Haifa

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Ramallah – WAFA, Quds Press e PIC. Lunedì, la polizia israeliana ha ucciso un cittadino palestinese con disabilità mentale, residente in Israele, nella città di Haifa.

Secondo quanto affermato dalla sorella di Munir Anabtawi, di 33 anni, al sito web Arab 48 news, la vittima aveva chiesto soldi a sua madre, richiesta però negata. L’uomo allora è sceso in strada, dimostrando un comportamento aggressivo, dovuto ai disturbi mentali di cui soffre.

La sorella di Munir ha aggiunto che sua madre ha chiamato la polizia, chiedendo loro di assicurarsi che non rappresentasse un pericolo per se stesso o per gli altri, e per trasferirlo in un ospedale.

Gli agenti di polizia sono arrivati ​​sul posto, nel quartiere Wadi Nisnas di Haifa, dove hanno aperto il fuoco contro Anabtawi, ferendolo gravemente alla schiena.

La stampa israeliana ha detto che Anabtawi è stato trasportato in condizioni critiche al Rambam Health Care Campus di Haifa. Il suo decesso è stato dichiarato subito dopo.

La stampa ha affermato che ha la vittima avrebbe tentato di pugnalare due agenti di polizia, riuscendo a ferirne uno, prima che di essere colpito e ferito.

“Come hanno potuto gli agenti di polizia sparare tre proiettili alle spalle di una persona con disabilità mentale, invece di arrestarlo?”, ha chiesto la sorella di Anabtawi.

Il parlamentare israeliano, Ayman Odeh, ha denunciato l’uccisione di Anabtawi come una prosecuzione del “trattamento aggressivo” della polizia israeliana contro i cittadini palestinesi di Israele, risultato delle politiche razziste dei successivi governi israeliani guidati da Netanyahu.

“La polizia israeliana non considera i cittadini palestinesi di Israele [come] cittadini, bensì nemici”, ha aggiunto.

 

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