Pedofilia e Chiesa Cattolica: storia di un dramma

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ROMA – Esiste un fenomeno agghiacciante. Che fa orrore. La commissione di abusi e violenze sui minori. Una barbarie, che diventa ancora più destabilizzante quando a commetterla sono persone che hanno dedicato la propria vita ad un Sacramento, seguendo una vocazione.

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preti-pedofili-la-mano-leggera-di-Wojtyla-il-pugno-duro-ri-Ratzinger_h_partb1-300x179Il fenomeno della pedofilia nell’ambito clericale è una questione di cui l’opinione pubblica si interessa da anni. Cominciò ad emergere aBoston, a partire dal gennaio del 2002. Quell’anno il quotidiano “The Boston Globe”,  ha dato il via ad un’inchiesta il cui primo caso riguardava la condanna a dieci anni di carcere ad un prete che aveva violentato un bimbo di dieci anni. E’ stata la punta di un iceberg che man mano è venuta in superficie.

Verso la fine di gennaio 2009, il settimanale  “l’Espresso” ha denunciato uno dei casi di pedofilia clericale più eclatanti dell’ Italia degli ultimi decenni. Il dossier ha raccolto le testimonianze di 15 ex allievi di un istituto veronese gestito dalla Congregazione della “Compagnia di Maria” per l’educazione dei sordomuti, l’istituto“Provolo”. Fra gli anni ‘50 e ‘80, all’interno dell’istituto, si sarebbero verificati numerosi casi di violenze ai danni di un centinaio di ragazzi non udenti. Nel maggio del 2009 lo stesso settimanale ha pubblicato, con il titolo “Io, fratel pedofilo”, un’intervista ad un laico della Congregazione della “Compagnia di Maria “che ammetteva di aver abusato ripetutamente dei ragazzi sordomuti nel corso di diversi anni. La scorsa estate, l’Associazione Sordomuti “Antonio Provolo” ha tenuto una manifestazione sotto la sede dell’istituto per ricordare le vittime e per sollecitare il Vaticano ad esprimersi.

Risposta che non è tardata ad arrivare: “Una vita unicamente dedita alla preghiera e alla penitenza; divieto di qualsiasi contatto con i minori; assidua sorveglianza da parte di responsabili individuati dal vescovo di Verona”. Il destinatario del “precetto penale” comminato dalla Santa Sede è don Eligio Piccoli. Per gli abusi pedofili compiuti nell’Istituto, Piccoli è stato riconosciuto colpevole al termine di una inchiesta indipendente unica in Italia, affidata dalla Santa Sede a un magistrato “civile”, Mario Sannite. Le accuse formulate dai giovani ospiti dell’Istituto sin dalla metà degli anni 80, riguardavano 25 persone tra sacerdoti e fratelli laici. Al termine dei tre anni d’indagine,il giudice ravvisava elementi di colpevolezza solo per tre di lorodon Piccoli, don Danilo Corradi e frate Lino Gugole. Per Corradi le accuse “non risultano provate”, ma “stante il dubbio, la Santa Sede ha formulato nei suoi confronti un’ammonizione canonica, che comporta una stretta vigilanza da parte dei responsabili dei suoi comportamenti”. Riguardo gli altri accusati la Santa Sede affermava che le indagini sarebbero proseguite.

Il caso del “Provolo” non è isolato. Basti ricordare la vicenda di Don Ruggero Contiparroco di Selva Candida, vicino Roma. Condannato due anni fa in primo grado a scontare una pena di quindici anni e sei mesi di reclusione,  per le violenze commesse su sette minori, arrestato nel 2008, è ora in attesa della sentenza di appello. Nel novembre 2012 la giornalista Angela Camuso ha raccolto la sua storia nel libro “La Preda”. A rivelare gli abusi di Conti era stato un altro sacerdote, il vicario della parrocchia, colpito poi da decreto di allontanamento dalla luogo dello “scandalo”.

E ancora: Don Marco Rasia, un sacerdote della parrocchia di Omegna, in Piemonte, che secondo la Procura di Novara avrebbe commesso violenze sessuali quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino.

La polizia stradale di Napoli il 6 luglio del 2010 ha sorpreso Don Michele De Masi, parroco di San Giorgio a Cremano, mentre consumava un rapporto completo con una quindicenne. Il sacerdote fu trasferito dalla Curia in un luogo non precisato per affrontare un percorso di recupero spirituale. Ricomparirà nell’ottobre 2010, intento a dire messa nella parrocchia napoletana di Santa Lucia a Mare.

A fronte di tanto orrore, l’auspicio è che, nel nome della trasparenza, il nuovo Pontefice riesca ad istituire una commissione d’inchiesta indipendente su scala nazionale. Affinchè la Chiesa diventi davvero la casa di Dio; affinchè i genitori possano affidare i propri figli a Ministri degni di questo nome, che non  tradiscono tutto quello in cui dichiarano di credere divenendo veri e propri mostri.

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