Bari, Asl senza protesi e ausili per i disabili. Romito: “Regione sorda al grido dei pazienti”

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“Sono più di sei mesi, che a cittadini con gravi disabilità viene ingiustamente negata l’assistenza e la disponibilità di protesi ed ausili medici assolutamente necessari. A causa del blocco delle autorizzazioni da parte della Regione, 12 distretti della ASL Ba sono da mesi sprovvisti di dispositivi protesici ed ausili”.

Inizia così la denuncia del consigliere comunale Fabio Romito.

“A nulla sono servite le proteste davanti alla sede della Regione Puglia – continua Romito – che è rimasta sorda al grido dei pazienti, e che anzi ha millantato rassicurazioni circa una possibile apertura da parte del presidente della Puglia Emiliano alle richieste; ma ad oggi la situazione è ancora in stallo”.

“Ho sentito il presidente dell’ANA (associazione nazionale audioprotesisti) Mauro Menzietti il quale mi ha riferito che per tutta risposta l’Asl di Bari, più volte interpellata, ha istituito in numerosi distretti gare d’appalto per l’assegnazione di dispositivi per i quali invece la libertà di scelta dell’assistito è fondamentale, inscindibile tra l’altro con l’appropriatezza prescrittiva e il ruolo del tecnico sanitario abilitato.

Un metodo inaccettabile

Le gare d’appalto – spiega Romito – sono incompatibili con il percorso sanitario personalizzato che è alla base dell’assistenza protesica, completato dalla professionalità dell’Audioprotesista che opera in Centri Acustici iscritti all’Elenco Regionale dei fornitori, per accedere al quale la regione Puglia in particolare richiede specifici requisiti che impongono alle aziende pesanti investimenti economici”.

“L’assistenza protesica è sempre stata erogata utilizzando in via transitoria il D.M. 333/99, il Nomenclatore tariffario delle Protesi e degli Ausili, che rappresenta l’unica strada percorribile per vedere riconosciuti e garantiti i diritti dei pazienti in tempi ragionevoli e compatibili con le necessità mediche. La Regione invece, ostinandosi ad indire gare d’appalto dai criteri a dir poco discutibili, e burocraticizzando inutilmente un iter già collaudato e funzionante, sta ledendo il legittimo diritto alla salute dei cittadini pugliesi”.

 

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