Eliminare le barriere sui luoghi di lavoro: ecco come

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Eliminare le barriere architettoniche sui luoghi di lavoro è un’operazione imprescindibile se si vuole davvero garantire pari opportunità alle persone disabili e dare loro la possibilità di essere al cento per cento dei cittadini autonomi che, grazie al loro lavoro, contribuiscono al benessere del loro paese.

A livello pratico, eliminare le barriere architettoniche significa prima di tutto garantire un facile accesso agli edifici e dare la possibilità di usufruire anche di zone situate su diversi i piani. Ciò può essere possibile, ad esempio, grazie all’istallazione di un montascale a piattaforma o di qualsiasi altra tipologia.

Il montascale o, in alternativa, il miniascensore, è un dispositivo di fondamentale importanza per garantire la mobilità. Questi strumenti permettono, infatti, l’accesso ai luoghi di lavoro e consentono di muoversi per i vari piani degli edifici in completa autonomia. Possono essere utilizzati non soltanto dalle persone che si muovono su una sedia a rotelle, ma anche da tutti coloro che hanno difficoltà a camminare per cause permanenti o provvisorie. Ciò significa che possono essere utilizzati anche da persone anziane, da coloro che hanno bisogno di un deambulatore per camminare, oppure che hanno subito un’operazione chirurgica e si trovano a dover usare le stampelle per un certo periodo di tempo. Lo stesso vale per le donne in stato di gravidanza che fanno fatica a salire e scendere le scale. Le casistiche possono essere molteplici e il montascale può rivelarsi un valido aiuto.

Rendere accessibile un luogo di lavoro significa riuscire a prevedere ed eliminare tutti quegli ostacoli che possono impedire il semplice ingresso in una stanza o il passaggio tra una zona e l’altra dell’edificio. Tenere in considerazione questi aspetti significa avere cura di rispettare ed assecondare le esigenze, più o meno specifiche, delle persone con disabilità che lavorano in quello stabilimento. Oltre ad installare un montascale, sia all’esterno, che sulle rampe interne dell’immobile, può essere utile anche posizionare delle rampe o delle pedane per far fronte anche ad altri tipi di dislivelli un po’ più piccoli.

Non esiste però soltanto la disabilità di tipo motorio, ci sono tante e diverse tipologie di invalidità, come la cecità e la sordità. In questi casi, soprattutto sui luoghi di lavoro, occorrerebbe tenere conto delle difficoltà e delle esigenze delle persone che ne sono affette. Ciò è possibile, ad esempio, posizionando delle segnaletiche che permettono di riconoscere determinate aree e di orientarsi meglio nei vari spazi. È essenziale anche porre delle segnalazioni evidenti in caso ci si trovi vicino a fonti di pericolo di diversa natura. Nel caso delle persone sorde o ipovedenti, si possono realizzare dei cartelloni con colori sgargianti e scritte ampie e ben leggibili, oppure applicare strisce colorate sul pavimento per indicare un determinato percorso o marcare la presenza di un dislivello. Nel caso di persone non vedenti, invece, è opportuno comunicare il pericolo attraverso delle segnalazioni acustiche. Rendere il posto di lavoro accessibile a persone affette da disabilità, rispettando così la loro dignità e professionalità, non significa necessariamente intraprendere lavori di ristrutturazione o di costruzione di grande entità, molto spesso bastano davvero delle piccole accortezze.

Di fondamentale importanza, in ogni edificio, è la presenza di almeno un bagno che sia pienamente accessibile. Ciò significa che, nel caso di edifici già esistenti, occorre adattare i servizi igienici secondo la normativa vigente. Nel caso di edifici nuovi, invece, è ormai obbligatorio che i bagni rispettino tutti i requisiti di accessibilità. Un bagno può essere considerato accessibile se è abbastanza ampio da poter permettere anche alle persone in sedia a rotelle di muoversi senza difficoltà.

Inoltre, deve essere dotato di maniglioni e corrimano ai quali potersi appoggiare e di un lavandino ampio, di tipo a mensola, che non preveda tubature ingombranti, in modo tale che le persone in sedia a rotelle possano avvicinarsi senza incontrare ostacoli al livello delle ginocchia. Il riferimento normativo per l’abbattimento delle barriere architettoniche è da sempre il D.M. 236/1989 e, per quanto riguarda nello specifico i luoghi di lavoro e i negozi, il Decreto Legislativo del 19 settembre 1994, n° 626. Questo decreto sancisce che il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza di tutti i propri dipendenti. Se tra questi ci sono persone con disabilità, dovrà accertarsi che tutte le vie di circolazione, le postazioni, i bagni, le scale, le porte ecc.. siano a norma e progettati per garantire la loro sicurezza.

Infine, la norma SIA 500 contiene ulteriori disposizioni rivolte in modo particolare al settore edilizio, si applica sia nel caso di ristrutturazioni di edifici già esistenti che per la realizzazione di edifici nuovi

 

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