Nessuno vuol dormire con lei, “Mia figlia non partirà per Mauthausen”

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Nella gita in programma a Mauthausen nessuno dei suoi compagni di classe voleva dormire in camera con lei, e così una ragazzina disabile, che frequenta una scuola media di Legnano (Milano), non partirà insieme agli altri.

gita_jpg_1044886522Compagni sul web: “Non voglio stare con lei”

“Ho saputo della chat e sono riuscita ad avere qualche messaggio”, racconta la mamma della bimba al Corriere. Una scriveva: “Non voglio stare con lei”. Un’altra: “Non posso dormirci insieme, ho paura”. Una professoressa ribatteva: “Qualcuna ci deve pur stare”, nemmeno fosse un animale. I maschi scrivevano: “Meno male che è femmina e la cosa non ci tocca”.

La mamma: “Me l’hanno processata e condannata da innocente”

“Una bambina dolce e ingenua: l’ingenuità è una delle conseguenze peggiori della sindrome”, spiega la donna al quotidiano. Nonostante le comprensibili difficoltà nella crescita della figlia, la mamma spiega che un problema di questo tipo non si era mai verificato prima. “Mia figlia è negli scout – dice – Con il gruppo sta via anche due, tre giorni. Dorme con le altre in tenda. Si comporta da persona normale. Lo vede che devo giustificarmi? Me l’hanno processata e condannata da innocente”.

I genitori hanno chiesto spiegazioni all’istituto

Quando i genitori dell’adolescente hanno visto i messaggi, hanno parlato con gli insegnanti, chiesto spiegazioni all’istituto, dopo un consiglio di classe nel cui verbale si parla di discriminazioni, e hanno domandato a più riprese un colloquio con i dirigenti, hanno ottenuto come risposta solo pochi giorni fa – raccontano – una richiesta di pagare la penale chiesta dall’agenzia viaggi per aver rinunciato al viaggio, una piccola cifra che sono disponibili a pagare, ma che appare come il danno oltre la beffa.

Hanno scritto al provveditorato

Così hanno iniziato a scrivere al provveditorato, al Ministero (che ha inviato una lettera alla scuola e per conoscenza a loro) perché “i ragazzi possono sbagliare ma l’importante è rendersi conto dell’errore e non continuare. Se tornano le leggi razziali – dice la mamma usando un paradosso – la cosa è giustificata. Ma se c’è uno stato di diritto chiedo che lo Stato faccia qualcosa”. La loro speranza era che gli insegnanti e i genitori riuscissero a far cambiare idea ai compagni di classe della ragazzina che “dal punto di vista fisico è autonoma – aggiunge il papà – frequenta gli scout” e anche nei giorni scorsi è andata a dormire in tenda senza problemi.

“Sono gli adulti che mi hanno deluso”

“Domattina, la classe, senza mia figlia, partirà per Mauthausen. Un viaggio importante, per studiare gli orrori della discriminazione. Tante parole e poi, nei fatti… Nella scuola organizzano convegni contro il bullismo. Ma davvero, non ce l’ho con i compagni di classe. I messaggini li considero una ragazzata. Sono gli adulti che mi hanno deluso e rattristato, si sfoga la madre sul Corriere”.

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