Emergenza: da martedì il numero unico «112»

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È iniziato il conto alla rovescia per il numero unico «112», che dalla prossima settimana anche a Brescia unificherà i diversi numeri dell’emergenza (118 per il soccorso sanitario, 115 per i Vigili del Fuoco, 113 per la Polizia di Stato e lo stesso 112 per i Carabinieri).

La centrale operativa del 118 che da lunedì cederà il passo al Nue
La centrale operativa del 118 che da lunedì cederà il passo al Nue

A partire dalle ore 14 di martedì 19 sarà attivo in provincia di Brescia il numero unico di emergenza 112, cui risponderanno gli operatori della nuova centrale operativa allestita in città nell’ex caserma Goito.
Alla centrale di Brescia – che svolge un compito di primo livello, ricevendo tutte le chiamate e smistandole al «secondo livello» competente (forze dell’ordine, soccorso sanitario, ecc.) – faranno riferimento, anche le province di Pavia, Cremona, Lodi, Mantova e Sondrio.
Una mole di lavoro notevole, che già oggi conta 2.439 chiamate di media giornaliera cui far fronte, che una volta a completo regime diventeranno 4.500 per la centrale «112» bresciana, che rappresenta uno dei tre poli lombardi del numero unico. Con l’introduzione del Nue 112, la Lombardia è stata suddivisa in tre macroaree, che fanno capo alla centrale di Milano (6 mila chiamate al giorno), a quella di Varese (4500 chiamate giornaliere) e a quella di Brescia.
«I VANTAGGI del numero unico saranno molteplici, a incominciare dalla funzione di “filtro” delle chiamate inappropriate, che rappresentano ancora il 60 per cento del totale, e che verranno fermate al primo livello dagli operatori della centrale», spiega Claudio Mare, responsabile della centrale operativa «112» di Brescia.
La casistica delle chiamate inutili è sorprendentemente molto ampia, e varia dagli scherzi telefonici alle chiamate per gioco effettuate dai bambini, dai «chiamatori seriali» a chi compone il numero semplicemente perché ha voglia di parlare con qualcuno, fino ai tanti che chiamano per uno stesso evento.
Il Numero unico «112» porterà anche altri benefici, «innanzitutto il cittadino non avrà bisogno di chiamare numeri diversi, ma basterà comporne uno per tutti, valido in tutta Europa – sottolinea Mare -. Sarà possibile comunicare in 12 lingue grazie al servizio interpreti, ci sarà una risposta assicurata e vi potranno accedere anche le persone sordomute».
Spesso quando si chiede aiuto in situazioni di emergenza si fa fatica a spiegare dove ci si trova (caso classico la richiesta di soccorso in autostrada), tanto che il 70 per cento delle persone che chiamano il servizio di emergenza non sa dire dov’è: per ovviare a questo il numero unico «112» consente la localizzazione del chiamante, che è puntuale se si chiama da fisso, mentre identifica una cella, ovvero un raggio di 2-300 metri da mobile (ma scaricando l’app gratuita 112 di Areu è possibile migliorare la propria localizzazione anche da mobile).
E se da martedì, per sbaglio, qualcuno comporrà ancora il 118 o il 115 o il 113? Semplicemente questi numeri verranno automaticamente reindirizzati sulla centrale del 112, che provvederà a smistare le chiamate. «Ci vorrà tempo per abituare i cittadini al nuovo numero unico  – prevede Mare -.

A Varese, dove il 112 è partito nel 2010, c’è ancora un 40 per cento di cittadini che compone i diversi numeri del soccorso». Dopo il passaggio al numero unico di Brescia, che segue quelli di Pavia, Lodi e Cremona, la centrale operativa bresciana entrerà a regime completo per la fine di giugno, con il trasferimento definitivo al numero unico anche di Mantova e Sondrio.LI.CE.

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