“Sos Sordi”, con la nuova applicazione la sicurezza non “sente” più confini VIDEO

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Firmato in questura venerdì un protocollo che permetterà ai non udenti, grazie a smartphone e tablet, di entrare subito in contatto con la polizia

foto sos sordi-2

Non ci sono solo le barriere architettoniche, contro cui si fa molto. Ci sono anche quelle comunicative”. Solo che l’ostacolo stavolta non si vede, e per questo motivo spesso non ci si accorge che c’è. A spiegarlo un raggiante Fernando Martin, consigliere regionale dell’ENS, Ente Nazionale Sordi. Venerdì mattina è stato un giorno importante per i non udenti del territorio veneziano: in questura è stato firmato un protocollo operativo con cui si intende agevolare le richieste d’aiuto di non udenti. Anche loro subiscono aggressioni o i furti. Solo che non possono telefonare per allertare le forze dell’ordine: per questo motivo è stata progettata una applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o tablet (si chiama “SOS Sordi”) che permette di entrare in contatto diretto con la centrale operativa del 113. border=0 v:shapes=”_x0000_i1025″>

Non si parla, ma si scrive. L’applicazione si aggiunge a un programma già esistente, che quindi non viene eliminato, chiamato “SMS per la vita”. In pratica basta scaricare il sistema, registrarsi e fornire la propria mail e quella di un parente. Oltre che il nominativo di una persona di fiducia e il suo numero di cellulare. Dopodiché in caso di bisogno si accede all’app e si lancia direttamente l’allarme alla sala operativa del 113, il cui operatore riceverà una mail di allerta e potrà chattare con il richiedente. Attraverso l’app è possibile specificare il tipo di intervento che serve e dirottare l’alert anche su vigili del fuoco, 118 o Aci.

In più il GPS permette in tempo reale di capire il punto da cui arriva la richiesta. “Per noi è uno strumento fondamentale – dichiara il consigliere regionale Martin – per le visite specialistiche serve telefonare, ma noi non possiamo. Anche solo il ritardo di un treno per noi è un problema”. A firmare il protocollo, assieme al questore Angelo Sanna, Vincenzo Usai, presidente della sezione di Venezia dell’ENS: “Stiamo lavorando da tempo per arrivare a questo risultato, che per noi è ottimale – ha dichiarato – ora arriveremo a un accordo anche su Treviso e speriamo a Vicenza”.

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Un mondo nuovo anche per il questore Sanna: “Grazie a queste persone ho capito l’importanza di una formazione di base specifica per i nostri operatori – ha dichiarato – subito ci metteremo al lavoro con l’Ente per dei corsi che permettano poi all’agente di polizia di essere all’altezza della situazione anche in questi frangenti. Ci permetterà anche di acquisire sempre più sensibilità nei confronti di coloro che hanno deficit di qualsiasi genere”.

LA SIMULAZIONE DI UN INTERVENTO

http://www.veneziatoday.it/green/life/applicazione-sos-sordi-polizia-venezia-24-ottobre-2014.html

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