Il sogno europeo dei campioni sordi del pallacanestro

Voleranno a Varsavia per vincere la Eurocup 2022 grazie allo sponsor. "Abbiamo voglia e grinta, siamo uguali a tutti gli altri atleti"

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Non avevano i soldi per coronare il loro sogno, i ragazzi sordi della squadra di pallacanestro del Gruppo Sportivo Ente Nazionale Sordi Varese, laureatisi vicecampioni d’Italia nel 20212022, così hanno lanciato una raccolta fondi.

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Non c’era un euro, in cassa, per pagare la trasferta agli atleti per le finalissima di Eurocup 2022 a Varsavia, in Polonia, un appuntamento che si erano guadagnati con fatica e orgoglio. I primi duemila euro sono arrivati dalle (troppo poche) persone che hanno creduto in loro. Poi la caccia allo sponsor (“sempre più difficile trovarne, a causa della mentalità italiana, nonostante le agevolazioni fiscali. Io sono presidente dal 2017 e ogni anno ho sempre dovuto lottare per trovare fondi”, spiega Cristian Gnodi, presidente del gruppo sportivo Ens Varese).

Dopo giorni di sconforto, è arrivata la lettera del nuovo sponsor: Bper banca. Con l’annuncio dello stanziamento di 10mila euro per coprire le spese della trasferta in Polonia, per giocarsi la Eurocup assieme alle altre 15 migliori squadre di atleti sordi nel nostro Continente. E la squadra di basket, nata a Varese nel 2007 con pochi fondi e tanto cuore, volerà a Varsavia. “Noi giocatori sordi vogliamo dimostrare che per la sordità non esistono limiti” ripete Gnodi, presidente della società che, oltre alla pallacanestro, conta altre due squadre di atleti sordi per dodgeball e calcio. Con risultati di tutto rispetto: 26 scudetti e due coppe Italia. Nel 2017 il trionfo nello scudetto di basket e la prima, storica partecipazione all’Eurocup.

“Abbiamo lavorato duro per organizzare il campionato – ha commentato Gnodi alla fine di un campionato quasi vinto – e costruire una squadra molto giovane e promettente, purtroppo per un solo punto non abbiamo vinto lo scudetto, ma dobbiamo essere orgogliosi del risultato”.

Il “veterano“ del gruppo è classe 1976, il bolognese Tommaso Graziosi, con un palmarès di 9 scudetti vinti, i più giovani Tomas Mantovani, da Assago, deve ancora compiere 17 anni, e l’altro classe 2005 Luca Venturi. Così Varese è diventata l’epicentro di un cambiamento positivo, una piccola rivoluzione nel mondo silenzioso dei circa 6mila sordi che vivono in Lombardia. Un mondo che fa fatica a ottenere la giusta visibilità. Perché se le nuove tecnologie e le nuove leggi stanno consentendo di fare dei passi in avanti, ancora i non udenti fanno moltissima fatica ad avere accesso agli stessi servizi delle persone normodotate. “Lo sport, grazie alla sua funzione sociale e di inclusione, svolge un ruolo fondamentale, perché sentirsi parte di una squadra, significa prima di tutto non sentirsi soli, oltre ad aiutare ad accrescere la propria autostima”, spiega Gnodi. “Ce la metteremo tutta, noi amiamo questo fantastico sport e i ragazzi sordi hanno una grandissima grinta e cuore. Sempre!”.

In bocca al lupo ai magnifici atleti del Gs Ens Varese, che a Varsavia dal 9 al 12 novembre terranno alta la bandiera d’Italia.

Fabrizio Lucidi

 

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