Deaflympics, Renate guida i successi dell’Italia del silenzio

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L’altoatesina Renate Telser è stata la protagonista azzurra ai Deaflympics, i Giochi per atleti sordi, che si sono conclusi a Sofia (Bul). La Telser, di Prato allo Stelvio (Bz), ha vinto tre medaglie (due d’oro e una d’argento) nelle gare di ciclismo e mtb. Ottimi Giochi anche per Luca Germano nel nuoto, con 5 medaglie (1 d’oro) e Paquale Longobardi, con 3 medaglie (1 d’oro) nel karate. L’Italia ha conquistato in totale 12 medaglie: 4 d’oro (2 Telser, ciclismo e mtb; Longobardi, karate; Germano, nuoto), 3 d’argento (Telser, Germano, Longobardi), 5 di bronzo (Carbone, ciclismo; 3 Germano; Italia: Morotti-Tornincasa-Zolfo-Caffi-Longobardi, karate).

di Claudio Arrigoni

Renate Telser festeggiata dai compagni di Nazionale
Renate Telser festeggiata dai compagni di Nazionale

 

Barbara Oddone ai Deaflympics a Melbourne (vinti malgrado la distrazione al polpaccio)
Barbara Oddone ai Deaflympics a Melbourne (vinti malgrado la distrazione al polpaccio)

L’Italia del silenzio torna Sofia con conferme e sorprese. I Deaflympics che si sono chiusi a Sofia, in Bulgaria, mostrano che anche in questo momento difficile lo sport silenzioso (la sede doveva essere in Grecia, ma per i noti problemi della capitale ellenica è stata spostata a Sofia all’ultimo momento, per esempio) cresce e non si ferma. Il fatto eclatante è la caduta di Barbara Oddone, straordinaria tennista sempre a medaglia dalla fine degli anni ’80, per la prima volta fuori dal podio, anche nel doppio, dove giocava con Francesca Ricci Bitti. Attenzione però a darla per finita, Barbara è una che sa sempre stupire e quello che ha fatto negli anni, affermandosi come una delle poster girl del movimento dello sport silenzioso nel mondo, lo ha dimostrato. Anche per questo, per quello che lei rappresenta, è stato giusto iniziare parlando di una sconfitta, dopo averle dedicato un post proprio su Paralimpici (per leggerlo, cliccate qui).

Luca Germano era l’azzurro più atteso e torna a casa con 5 medaglie in piscina, confermandosi come uno degli atleti più forti al mondo nel nuoto. Il personaggio che emerge però da questa edizione dei Giochi è la bolzanina di Prato allo Stelvio Renate Telser. Con du emedalie d’oro e una d’argento in ciclismo e mtb, la altoatesina, classe 1976, nata e cresciuta in una casa dove il tedesco è la prima lingua, un fascio di muscoli di 49 chili (ma non pensate si risparmi sul cibo…), è stata la Azzurra di copertina. Poteva anche raggiungere qualcosa in più, se non si fosse rotto il cambio nella prova a cronometro. Una multisportiva. A queste medaglie si aggiunge quella conquistata nel 2007 nella Deaflympic invernale a Salt Lake City, dove vinse il bronzo nella gara a staffetta di sci di fondo. Da segnalare con lei Luca Germano, il nuotatore fiorentino che ha mostrato di essere sempre uno dei migliori del mondo, arrivando quasi a confermare i risultati di Taipei 2009 (dove stabilì anche tre record del mondo oltre a vincere 6 medaglie, di cui tre d’oro), e Pasquale Longobardi, capace di vincere in singolare e nella gara a squadre.

Può essere soddisfatto Guido Zanecchia, oggi capo missione della spedizione, che a Taipei era presidente della Federazione Sport Silenziosi. A Taipei giunsero più medaglie, ma la delegazione italiana era meno numerosa. Nel frattempo ci sono state modifiche importanti. La federazione è commissariata e a capo c’è Felice Pulici, ieri portiere della Lazio campione d’Italia per la prima volta (1973/1974) e oggi dirigente sportivo che segue da anni lo sport silenzioso, unione fra la federazione e il Comitato paralimpico.

Deaflympics Sofia 2013 Italia alla Cerimonia di apertura

Da segnalare anche l’ottimo quinto posto delle Azzurre del basket, anche perché la nascita della squadra è singolare. La racconta il direttore tecnico Beatrice Terenzi, giornalista sportiva per “Il Resto del Carlino” di Pesaro: è stata soprattutto lei a volere questa squadra, nata attraverso il web: “Nel 2010, seguendo per il giornale la Nazionale silenziosa di volley, scoprii che in federazione non esisteva ancora una squadra di basket. Con la mia collega Elisabetta Ferri decidemmo di fare un tentativo: creammo una pagina Facebook, con un invito a raggiungerci per tutte le cestiste non udenti”. All’appello risposero ragazze da tutta Italia: “Soltanto il capitano, Cristina Taurino, viene da Pesaro. Le altre sono arrivate da Mantova, Palermo, Verona; molte di loro provenivano da altri sport e abbiamo dovuto formarle. La stessa Taurino gioca tutt’ora a calcio, con ottimi risultati”.

Deaflympics 2013 Italia basket fem con Giappone, battuto in finale per il quinto posto

Per chi non si fosse ancora reso conto di quanto sia importante questa manifestazione, ecco a seguire una serie di numeri che mostrano come pochi altri eventi sportivi al mondo siano così maestosi.

 

I numeri della Deaflympics

3200 gli atleti in gara

100 le nazioni

2 le volte che Sofia ha organizzato i Giochi dei sordi

11 i giorni di gara

12 le medaglie conquistate dagli Azzurri (erano 14 a Taipei 2009, ma con un maggior numeri di atleti): 4 oro, 3 argento, 5 bronzo

19 le discipline partite giovedi 25 luglio (l’Italia ha partecipato in 11: basket, bowling, ciclismo, judo, karate, mountin bike, nuoto, orientamento, pallavolo, tennis e tennistavolo)

22 le edizioni dei Deaflympics

141 le medaglie d’oro italiane conquistate nei Deaflympics

103 le medaglie d’argento italiane conquistate nei Deaflympics

121 le medaglie di bronzo italiane conquistate nei Deaflympics

1925 l’anno in cui vennero costituite in Italia le prime società sportive formate da atleti sordi

1957 come l’anno della prima organizzazione italiana dei Deaflympic, a Milano

1989 come l’anno del primo oro ai Giochi di Barbara Oddone. Da allora la tennista è sempre andata a medaglia nei Giochi dei sordi

http://paralimpici.gazzetta.it

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