Commuove cantando con la lingua dei segni: Valentina, la siciliana vincitrice della Corrida

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È una ragazza vitale, disponibile, divertente, benché si definisca “impulsiva e permalosa” e ha un talento che, oltre a mostrare le sue doti artistiche, ormai riconosciute in anni di manifestazioni pubbliche e iniziative di intrattenimento di successo, rivela la sua grande empatia e l’efficacia innata nel lanciare un messaggio dal valore unico: «Non abbattersi mai di fronte alle diversità, perché la diversità è ricchezza e fonte di vita».

La psicologa marsalese Valentina Alagna, vincitrice della prima puntata de La Corrida di Carlo Conti, su Rai1, è sorda dall’età di 5 anni, e in tv ha commosso il pubblico interpretando con la lingua dei segni il brano “Come un pittore” dei Modà. Per lei una pioggia di applausi e una standing ovation in omaggio alla sua lotta continua affinché la lingua dei segni venga riconosciuta in modo ufficiale.

«Porto le protesi per sentire e guardo il labiale – dice -. Sono diventata sorda all’età di cinque anni, con la varicella, per un’otite cronica che mi ha causato la perdita dell’udito di entrambe le orecchie. Sono stata al convitto per audiofonolesi di Marsala fino all’età di 19 anni, praticamente fino al liceo.

Lì ho imparato tanto: a conoscere un po’ me stessa e a convivere con questo deficit, che non lo è del tutto. Mi sono aperta grazie al teatro e al calcio. Ho fatto logopedia per migliorare sempre di più il linguaggio, anche se lo avevo già acquisito. Ho avuto modo di conoscere altre realtà e persone sorde profonde che utilizzavano la lingua dei segni. All’inizio mi sono sentita inopportuna in quel luogo, ma piano pian ho capito che era fondamentale per la piena accettazione della mia sordità».

Così Valentina ha iniziato a conoscere la Lis e a comunicare con la lingua dei segni. Oggi si reputa una ragazza bilingue: “lingua parlata e lingua segnata”.

La sua è una storia di coraggio e impegno, che dimostra quanto sia prezioso l’amore per la vita, che nessuna avversità può scalfire. Al Convitto ha conosciuto il suo primo amore e avviato le prime amicizie. E’ stata con una persona sorda e gli ha insegnato la grammatica italiana, imparando da lui la lingua dei segni.

È grata a quella struttura per essere quella che è oggi. Attraverso il teatro ha esternato il suo carattere, perché era abbastanza timida. Tramite spettacoli e sfilate è riuscita a essere se stessa e oggi il palco non le fa paura. «Ho sentito del tutto mio il palcoscenico della Corrida: Mi sono sentita a casa», dice.

Valentina non sapeva di aver questa dote, ma è orgogliosa e fiera per aver lasciato e tramesso un messaggio che ritiene fondamentale, sin da dopo il diploma, quando ha deciso di iscriversi alla facoltà di Psicologia. La sua tesi triennale è un’autobiografia: “Il mio mondo tra l’essere udente e l’essere sorda”.

La tesi magistrale, invece, è stata dedicata a “L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”. Oggi, che è iscritta all’albo degli psicologi della Regione Siciliana, si occupa di autismo: lavora come assistente all’autonomia e alla comunicazione a scuola e segue dei bambini privatamente.

«Loro sono la gioia del mio lavoro. Non sempre ho successo, ma non mi fermo perché il fallimento non fa per me soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Il mio sogno è quello di diventare analista del comportamento e magari psicoterapeuta».

Valentina non sapeva come funzionasse il mondo della tv, ma andando alla Corrida, in Rai, le si è scatenata una grande voglia di andare avanti su questa scia.

«Mi piacerebbe tanto fare teatro in Lis o dei video clip che mi ritraggano sempre attinenti la Lis. E vorrei ringraziare due amici marsalesi, Enzo Amato e Nicola Anastasi, che hanno sempre condotto le Corride locali cui ho partecipato negli anni vincendo ogni edizione: sono stati loro a iscrivermi al casting per la Rai».

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