Noi siamo Francesco: amore e disabilità al cinema

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Noi siamo Francesco: amore e disabilità al cinemaLe paure dell’amore e disabilità arrivano al cinema con la commedia siocialmente-sentimentale di Guendalina Zampagni

Il nostro mondo spaventato da chi si distingue dalla massa, sa rendere la vita molto difficile a chi deve fare i conti con qualsiasi genere di disabilità, anche se alla fine, sogni, desideri, bisogni e paure restano gli stessi per tutti.

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Per questa ragione, Guendalina Zampagni ha deciso di dedicare la sua commedia siocialmente-sentimentale ‘Noi siamo Francesco‘, alla scoperta delle paure e delle difficoltà che accomunano chi è disabile a chi non lo è (quanto meno fisicamente).

Francesco, interpretato dall’esordiente Mauro Racanati, è infatti un brillante e piacevole studente universitario che nascendo senza braccia ha reso i suoi piedi abilissimi a supplirne la mancanza, ma come tutti deve imparare a superare le paure dell’amore per poter approfittare delle sue gioie

A ventidue anni Francesco non ha ancora mai baciato una ragazza, vive con la madre Grazia (Elena Sofia Ricci) insieme alle paure di un genitore oppressivo e un architetto famoso, mentre il suo amico fraterno Stefano (l’esordiente Gabriele Granito), si prodiga con ostinazione per fargli vivere ‘la prima volta’.

Francesco, anche senza braccia, soffre della stessa disabilità che affligge tutti noi, divisi tra paura e mancanza d’amore, ammesso che l’amore sia veramente accessibile a tutti.

Noi siamo Francesco, girato in Puglia, tra Monopoli, Conversano, Polignano a Mare e Bari, è stato prodotto da Arancia Cinema, in collaborazione con Rabid Film, sostenuto da Apulia Film Commission (65.535 euro – Fondi FESR), Apulia Film Commission (65.000 euro – Apulia National Film Fund), con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e arriva al cinema distribuito da Microcinema, dal 25 Giugno 2015.

Nel frattempo potete aprofittare del trailer il video backstage, qualche foto e le note di regia per sbirciare il cast che affianca gli esordienti Mauro Racanati e Gabriele Granito, ai più noti Elena Sofia Ricci, Paolo Sassanelli, Mariolina De Fano,Cristiana Vaccaro e Luigi Diberti.

Note di regia

“Ci preoccupiamo infatti di insegnare ad un soggetto disabile a prendere l’autobus, ad usare i soldi o a vestirsi da solo, ma ben poco ci occupiamo della sua sessualità, cercando di capire se ne abbia presa coscienza, se abbia interiorizzato le potenzialità, se abbia compreso i limiti.”

“E tuttavia se ognuno di noi pensa a quanto gli affetti, l’amore, siano centrali nell’esperienza di vita, non si può pensare che anche questa sia una dimensione che possa essere negata alle persone disabili. E comunque non si può parlare della sessualità del disabile senza parlare della propria.”

Questo tema così difficile e delicato è anche estremamente attuale. Ci sono molti dibattiti sull’argomento, come si può notare dalle poche frasi che vi ho riportato qui sopra, e le risposte non sono per niente facili e scontate. Attraverso testimonianze vere di ragazzi disabili ho maturato quindi la storia che vi sto proponendo e le difficoltà che la madre del nostro film incontra nell’aiutare il figlio ad avere una vita intima autonoma e soddisfacente sono tratte da testimonianze vere. Sono certa inoltre, nonostante la “crudezza” dell’argomento, che questa storia sia piena di amore, vitalità e di leggerezza, e con un po’ di presunzione ritengo che sia anche necessaria.
L’ironia inaspettata dei disabili che ho incontrato lavorando lungamente a questo progetto mi ha dato il coraggio e la certezza che dopo il primo impatto di disagio quello che sarebbe rimasto fondamentalmente guardando il film sarebbe stato semplicemente il “banale” fatto che siamo tutti, qualsiasi sia la nostra condizione fisica, pieni delle stesse paure e degli stessi desideri e che la storia di Francesco, il mio protagonista che è nato senza gli arti superiori, potrebbe essere benissimo quella di un ragazzo “normale”.
Naturalmente io credo molto in questa storia, come non potrei, avendola pensata, scritta e diretta, e vorrei aggiungere che infondo ho semplicemente raccontato una storia d’amore…

“Una cosa mi ha colpito: si era venuti per parlare di sessualità, ma, man mano che la discussione procedeva, si finiva inesorabilmente per parlare di sentimenti e di amore.”

Guendalina Zampagni

Via | BiFestArancia Cinema

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