Nuovo Cinema Sacher presentazione Aldiqua Artisti in LiS

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23 Marzo ore 10

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Nuovo Cinema Sacher
Largo Ascianghi, 1, Roma

Presentazione Video Manifesto dell’associazione Al.Di.Qua. Artists e del volume Lost in Translation. Le disabilità in scena (Bulzoni) di Flavia Dalila D’Amico

23 Marzo_Aldiqua Artists

Il 23 Marzo alle ore 10.00 al Nuovo Cinema Sacher abbiamo il piacere di presentare il VIDEO MANIFESTO dell’associazione Al.Di.Qua. Artists (prodotto con il contributo di Oriente Occidente ed EBA – Europe Beyond Access), e il volume LOST IN TRANSLATION – La disabilità in scena (Bulzoni Editore), realizzato dalla studiosa e alleata Flavia Dalila D’Amico, che raccoglie numerose riflessioni con lə artistə di Al.Di.Qua. Artists.

Un’occasione per raccontarvi chi siamo, cosa facciamo e per cosa ci muoviamo. Lo faremo di persona, ma anche con immagini, suoni, parole e interpreti LIS.

Abbiamo chiesto al Nuovo Sacher di ospitarci, e lo ringraziamo di cuore per averci accoltə, perché in questa mattina vorremmo anche cominciare a confrontarci con persone del settore sui modelli rappresentativi relativi alla disabilità offerti dal cinema e quali contributi esso può dare a una narrazione reale e completa, non stereotipata o abilista, di chi siamo noi.

Ci vediamo li, sarà bello!

Bio

Al.Di.Qua. Artists (Alternative Disability Quality Artists) è la prima associazione italiana di categoria di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo portatrici di corpi disabilitati. Nato nel 2020, dopo che artistə di diverse discipline e disabilità si sono riunitə per ragionare e proporre istanze in merito all’accessibilità del mondo nel lavoro artistico.

I principali obiettivi dell’associazione sono:

–       garantire a una persona disabile accessibilità piena sia in termine di fruizione artistica che di produzione autonoma;

–       garantire a una persona disabile che voglia studiare una disciplina artistica pieno accesso allo studio e possibile impiego;

–       mettere in discussione l’immaginario solitamente identificante le persone disabili – e quindi anche l’impiego che ne viene fatto – in produzioni “abili”.

 

 

 

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