Il prof. Umberto Ambrosetti contro Italia’s got talent: “Passa un messaggio devastante”

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Italia’s Got Talent è uno dei programmi della tv satellitare più apprezzati dal pubblico generalista. Sul palco del programma di Sky si alternano di volta in volta talenti più o meno cristallini che desiderano dimostrare la loro arte e le loro capacità

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Tra loro, nella puntata del 22 gennaio, c’era Francesco Brizio, in arte Brazzo.

Lui è un ragazzone tarantino apparentemente molto simile a tanti suoi coetanei ma è quando inizia a raccontare la sua storia che si scopre che, in realtà, non è così. Francesco Brizio è un rapper ma per lui andare a tempo risulta molto più difficile rispetto ai suoi colleghi, perché Brazzo è nato in una famiglia di non udenti e fino ai 5 anni non ha mai parlato. “Dai 5 anni ai 15 anni ho fatto un lungo percorso di logopedia per imparare a parlare e interagire con il mondo“, ha spiegato ai giudici commossi per la sua storia.

Un racconto emozionante quello fatto a Italia’s Got Talent ma c’è chi ha mosso alcuni dubbi sulla sua veridicità. Così abbiamo contattato Umberto Ambrosetti, professore associato di audiologia e foniatria nel Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano, medico direttore di Unità Operativa Semplice Dipartimentale e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Policlinico di Milano e ha espresso tutto il suo scetticismo davanti al caso di Francesco Brizio.

Quel signore lì o non ha una sordità grave come lui dice, cioè che non ha mai sentito da 0 a 5 anni – quando ha iniziato la riabilitazione – e non dice se ha messo l’apparecchio in età giovanile (ma sembra di no). Vedendo il filmato ha su l’apparecchio, ben per lui, e non è possibile che una persona come lui, che parla così bene, affermi di non sentire nulla”, ci spiega il professore al telefono, motivando poi la sua tesi. Dall’alto della sua esperienza quarantennale, il professor Ambrosetti afferma che Francesco Brizio potrebbe aver avuto in origine una sordità lieve che progressivamente è peggiorata, il che spiegherebbe la sua padronanza del linguaggio, “o non è un sordo così grave.

Il professore ha deciso di intervenire e di dire la sua per contrastare quello che, secondo lui, è un “messaggio fuorviante” rispetto a quello che i medici audiologi, da tempo, cercano di divulgare in base ai loro studi. “Bisogna fare una diagnosi precoce, una terapia precocissima con la riabilitazione, con la protesi ed eventualmente con l’impianto“, continua il prof. Ambrosetti nella sua spiegazione. Secondo il professore, “una famiglia che si trova nelle condizioni di essere perplessa sull’agire rapidamente sul fare l’impianto, dice: ‘Ma questo qui canta, è bravissimo, parla che è una meraviglia, e ha iniziato la riabilitazione a 5 anni.’ Quindi questo bambino può aspettare tranquillamente, quando le condizioni neurologiche del nostro cervello a 5 anni non permettono può l’acquisizione del linguaggio, se non è stato amplificato.

La teoria del professore, luminare nel suo settore, è che sia impossibile arrivare a questi risultati iniziando la terapia a quell’età: “Ai bambini che seguo da tempo, per avere un risultato brillante come quello lì, facciamo la diagnosi intorno a 2-3 mesi, mettiamo l’apparecchio acustico, facciamo la riabilitazione, e se la sordità è significativa come dichiara Brazzo, attorno all’anno si esegue l’intervento di impianto cocleare e un bambino così trattato raggiunge livelli simili.” Il pensiero del professor Umberto Ambrosetti sull’esibizione di Francesco Brizio a Italia’s Got Talent è molto chiaro: “Dopo quello che è stato detto sul palco di Italia’s got talent, sta passando un messaggio devastante.

http://www.ilgiornale.it/

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