Da un film a un festival, il mondo sorprendente della lingua dei segni

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La lingua dei segni ci rivela con discrezione un mondo per noi inedito. E può regalarci sprazzi di poesia. In questi giorni sul grande schermo ha successo un film candidato a 13 Oscar. E’ “La forma dell’acqua” di Guillermo Del Toro, già Leone d’oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia.

La protagonista Elisa, una straordinaria Sally Hawkins, è muta. In un’atmosfera cupa da Guerra fredda, Elisa fa la donna delle pulizie in un laboratorio americano iper segreto dove è stato rinchiuso un umanoide squamoso, apparentemente aggressivo e indecifrabile, e che invece svela un’anima sensibile

Insieme con la compagna di reparto Zelda, una donna di colore, e con la complicità di un anziano vicino di casa omosessuale, Zelda decide di liberare a tutti i costi il mostro. Una favola gotica con un finale commovente che incrocia i destini di chi si porta con sé, per motivi razziali, sessuali e di disabilità, il doloroso fardello delle discriminazioni.

Ma la vera protagonista del film è la lingua dei segni con la quale Elisa esprime ogni suo sentimento. E forse non è un caso che ad essa venga dedicato ora il primo Festival del Silenzio, in programma a Milano, alla Fabbrica del Vapore, dal 16 al 18 marzo. Il silenzio può essere comunicazione: è la riflessione di partenza della Fattoria Vittadini, un meritorio collettivo di danza contemporanea milanese che ha appena festeggiato dieci anni di vita.

La danza è la comunicazione senza parola per eccellenza e nel loro continuo lavoro di ricerca i ballerini della compagnia hanno esplorato il mondo artistico dei segnanti, trovando in tutta Europa una realtà preziosa di performance e spettacoli che utilizzano la lingua dei segni . E che il mese prossimo arriveranno a Milano. E ciò grazie in primo luogo alla direzione artistica di Rita Mazza, attrice nativa segnante, un’italiana residente a Berlino, città in cui è a contatto con tutte le realtà più innovative.

Avremo modo di parlare ancora di questo festival che ha incuriosito noi di InVisibili al punto da decidere di esserne sostenitori, convinti della qualità dell’iniziativa. In quest’ottica abbiamo pensato di proporvi, in un percorso di avvicinamento, dieci pillole di cento secondi ciascuna, in cui Rita Mazza spiega in modo anche divertente, come il Lis si destreggia nelle “faccende” della vita quotidiana. Ve le snoccioleremo queste pillole, strada facendo, da qui al 16 marzo. Si parte con una domanda “spensierata”: cosa fai il sabato sera? Comprendere sembra più facile del previsto, tutto sommato siamo un popolo che usa molto i gesti. Ma è solo apparenza. Alla fine del mini-corso, scoprirete tutto l’orgoglio dei segnanti per la loro lingua

 

http://invisibili.corriere.it

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