La storia della riminese Anita: quando la volontà e la forza superano le barriere della disabilità

Abita a Pietracuta di San Leo una giovane che si è realizzata nello sport e nello studio

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Oggi (giovedì 3 dicembre) ricorre la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita nel 1981, un momento per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di abbattere ogni tipo di barriera e garantire una piena inclusione.

Pietracuta di San Leo

In questa occasione vogliamo raccontare la storia di Anita, una 25enne riminese, residente a Pietracuta di San Leo. Nata affetta da sordità profonda e con una malformazione alle mani, ma con una grande determinazione che le ha permesso di raggiungere tanti obiettivi. «I medici hanno detto fin da subito ai miei genitori che “da grande” non avrei potuto fare niente nè con le mani, nè tanto meno avere una vita come tutti, invece sono riuscita a fare tante cose», racconta Anita. Due gli interventi complicati ai quali la giovane si è sottoposta: «mi hanno fatto un impianto cocleare per poter sentire qualche rumore ed essere così aiutata nella comprensione delle parole, oltre al labiale che utilizzo in modo prevalente per comunicare con gli altri… sono stati due lunghi interventi, sia per me che per la mia famiglia!».

I TRAGUARDI SUPERATI In quinta elementare e seconda media ha preso parte a spettacoli teatrali, alle medie ha imparato a suonare la batteria, ma soprattutto ha affrontato con grande entusiasmo e vigore l’attività sportiva: pallavolo, tennis, bicicletta, sci, una grande passione per il nuoto, che si è concretizzata in una grandissima vittoria: la medaglia d’oro stile rana nelle olimpiadi scolastiche a livello nazionale, conquistata nelle finali di Fiuggi. Educatrice Acr in parrocchia, diplomata in ragioneria, Anita ha continuato ad affrontare le tappe della sua adolescenza e della sua gioventù senza arrestarsi di fronte alle difficoltà, fino a quando, due anni fa, ha anche conseguito la patente. Tanti traguardi raggiunti grazie a impegno e volontà: «Fin dall’asilo andavo dalla logopedista per imparare e perfezionare sempre più il linguaggio e apprendere a parlare, poi per tutti gli anni di scuola ho sempre cercato di fare tutti i compiti e di studiare». Ad aiutarla anche un gruppo di amici che l’ha affiancata dall’asilo alle medie: «eravamo tutti davvero molto uniti e per me questo è stato davvero importante. Più difficili sono state le scuole superiori, dove non avevo più tutto il mio gruppo di amici, non mi sentivo coinvolta anzi semmai un po’ esclusa…neanche con qualche professore è stato semplicissimo. Potermi diplomare è stato un bel sollievo!».  Oltre agli amici, è ovviamente la famiglia a trasmettere una grande forza ad Anita: «In tutti i momenti difficili i miei genitori che sono stati fondamentali; mi hanno sempre stimolato ad andare avanti e supportato nelle difficoltà, e lo fanno tutt’ora».

UNO SGUARDO AL PRESENTE E AL FUTURO Oggi Anita, a causa della pandemia, ha interrotto un tirocinio di lavoro che svolgeva in un ufficio di Rimini. Aiuta la madre nelle faccende casalinghe e si dedica all’attività sportiva: «vado a camminare e mi dedico al fitness nella mia piccola palestra in casa, curo la dieta alimentare molto attentamente, dando consiglio anche ai miei amici. E seguo ogni vicenda calcistica della mia squadra del cuore, la Juventus!». Ma gli interessi di Anita non si fermano allo sport: «mi tengo sempre aggiornata sulla politica nazionale, sull’economia e sui fatti di cronaca attuali». In futuro sogna un contratto di lavoro, magari nella sua amata Alta Valmarecchia. Non ci sono però solo obiettivi professionali da raggiungere: «Non nascondo che a volte mi sarebbe piaciuto e mi piacerebbe poter uscire più spesso e sentirmi più sicura nell’essere capita quando parlo, soprattutto da chi non mi conosce, per poter affrontare da sola contesti nuovi». L’emergenza Covid-19 è un grande ostacolo: «con la mascherina io non posso leggere il labiale degli altri, per cui ora anche il semplice andare a fare la spesa per me risulta impossibile e mi è diventato ancora più difficile inserirmi nelle quotidiane interazioni con gli altri».

IL RINGRAZIAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE  Martina Rinaldi, consigliere delegato alle politiche sociali, a nome di tutta l’amministrazione comunale, ringrazia Anita per aver condiviso la sua storia. «Sei un esempio di vita, di tenacia e di determinazione. Grazie per averci dimostrato che di fronte agli ostacoli e alle difficoltà che possiamo incontrare nella vita è possibile andare avanti e affrontare il tutto con coraggio». Il consigliere sottolinea inoltre: «Cogliamo l’occasione per unirci alle recenti risoluzioni Regionali, nelle quali è stato sottoscritto l’impegno della Regione a promuovere la ricerca e la realizzazione di dispositivi di protezione individuale certificati che contemplino anche il supporto alle disabilità uditive e a farsi portavoce presso il Governo nell’adottare appositi provvedimenti nazionali».

Riccardo Giannini

 

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