La Regione fa «ritoccare» il padiglione Lombardia

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«Nascosta» la croce all’interno della Rosa camuna. Maroni: «Ma il vero padiglione è la regione intera». Investiti 12 milioni di euro per iniziative su tutto il territorio

di Giampiero Rossi

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«Il vero padiglione non è questo: è la Lombardia». Roberto Maroni inaugura lo spazio della Regione all’Expo, all’incrocio tra Cardo e Decumano, e si trasforma in promotore turistico e procacciatore d’affari. «Abbiamo investito molto, oltre 12 milioni di euro per iniziative in tutto il territorio lombardo per sostenere il turismo e le nostre imprese – spiega – qui a “Pianeta Lombardia” c’è la regia che si estende su tutta la regione». L’obiettivo è fare «innamorare i visitatori dei sei mesi di Expo, in modo che tornino per i prossimi sei anni. Il turismo è un asset strategico su cui puntare, perché abbiamo tutto ciò che serve per fare innamorare i visitatori. Ci manca solo il mare».

Lo slogan tematico del padiglione è «Energia per il futuro», ma la struttura bianca e verde non è ancora completa, come riconosce lo stesso Maroni («Siamo all’80 per cento delle installazioni interne»), che comunque evoca «i gufi», rivela che i lavori sono continuati fino a ieri mattina e assicura che da oggi il padiglione sarà interamente visitabile. «Abbiamo recuperato un po’ di ritardi di chi l’ha realizzato, cioè Padiglione Italia, ma sono molto soddisfatto», chiosa il presidente sotto lo sguardo, comunque sorridente, di Diana Bracco, commissario della sezione italiana di Expo. Entrando nel padiglione, ad accogliere i visitatori al piano terra ci sono gli ologrammi del poeta Virgilio e della regina dei Longobardi Teodolinda – in una avveniristica installazione realizzata dalla piccola azienda monzese Rataplan insieme alla romana Blucinema – che parlano in italiano, inglese e anche in «lis» e «is», cioè due diverse lingue dei segni.

E subito dopo, sempre in penombra, è possibile sperimentare i visori tridimensionali che offrono un’esplorazione virtuale dei dieci siti Unesco della Lombardia. «Al primo piano – sottolinea Maroni -, ed è la cosa che mi interessa molto, c’è una sala per gli incontri istituzionali e per quelli B2B delle nostre imprese con il mondo di Expo, che deve avere un’enorme ricaduta positiva per i nostri territori, soprattutto per il turismo. I primi giorni hanno dato un segnale molto forte e molto positivo. Siamo soddisfatti, ci deve essere uno sforzo comune di tutte le istituzioni, cosa che vedo, per avere risultati positivi».

Sull’aspetto attuale della struttura, però, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle solleva il caso del «ritocco» dell’ultimo momento: «Lunedì quando come M5S siamo stati nei cantieri Expo per un accesso ispettivo abbiamo trovato il padiglione Lombardia in alto mare con una grossa croce a campeggiare all’interno della Rosa camuna – spiega Stefano Buffagni -. Ad esposizione aperta invece, ci siamo ritrovati un “copri asse da stiro” al posto della Rosa Camuna, un vero e proprio camouflage del fallimento di Maroni in perfetta continuità con Formigoni».

http://milano.corriere.it

 

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