Milano insolita e segreta in attesa di Expo

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di Ida Bini

Per poter ospitare l’Esposizione Universale, dal primo maggio al 31 ottobre, Milano si è sottoposta a un restyling urbanistico, a un rinnovamento delle infrastrutture e a un recupero architettonico dei suoi edifici più importanti: le migliori archistar internazionali hanno progettato nuovi quartieri con avveniristiche costruzioni che spuntano dal nulla, trasformando lo skyline cittadino, mentre molti palazzi storici si sono rifatti il look.

Milano

Passeggiando per le strade di Milano è possibile apprezzare le tante novità, alcune ancora in fase di costruzione come il grattacielo del giapponese Isozaki che diventerà il più alto d’Italia, e scoprire angoli segreti e inaspettati. Ecco dodici indirizzi insoliti da curiosare in attesa di ammirare i futuribili padiglioni, protagonisti dell’Expo.

1. Orto botanico di Brera Se state visitando la pinacoteca di Brera, nel cuore di Milano, prendetevi un po’ di tempo per passeggiare nell’adiacente orto botanico: sin dal 1774, ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, l’Hortus Botanicus Braidensis è un oasi di pace di 5 mila metri quadrati che regala piacevoli camminate nel verde tra sentieri e aiuole fiorite. L’orto botanico di palazzo Brera ospita più di 300 specie diverse, tra cui due rari esemplari di ginko biloba, i più antichi d’Europa, un tiglio di 40 metri e un noce del Caucaso. Oltre alle piante medicinali e decorative, nel giardino sono presenti anche vasche ellittiche settecentesche e un interessante osservatorio astronomico. L’ingresso è gratuito, dalle 10 alle 18, dal lunedì al venerdì, anche con visite guidate didattiche.

2. Piazza Gae Aulenti E’ il luogo simbolo della nuova Milano. Qui famosi architetti internazionali hanno progettato costruzioni avveniristiche che abbelliscono la piazza con tre fontane a sfioro: l’Unicredit Tower, l’attuale grattacielo più alto d’Italia, realizzato dall’architetto argentino Cesar Pelli, e il Bosco Verticale, centro residenziale formato da due torri ricoperte da piante, disegnato da Stefano Boeri. Le alti torri e la piazza futuristica, a cui si accede da scale mobili o ascensori, hanno stravolto lo skyline di Milano.

3. Un campo di grano tra i grattacieli Proprio dietro piazza Gae Aulenti, all’ombra dei grattacieli, è nato un campo di grano di cinque ettari, progettato dall’artista americana Agnes Denes nell’area che ospiterà presto il parco pubblico Biblioteca degli alberi. Per realizzare il campo di grano Wheatfield sono stati usati 15.500 metri cubi di terra, 1.250 chili di sementi e 5mila chili di concime. Il campo resterà fertile fino alla fine dell’Expo e coinvolgerà i cittadini milanesi che potranno partecipare alle varie fasi della coltivazione del grano. Tanti sono gli appuntamenti di mietitura e di raccolta con divertenti feste collettive.

4. Mercato vista Duomo Nel “salotto buono” di Milano, davanti al Duomo, è nato un mercato di 13mila metri quadrati su 4 piani, progettato da Michele De Lucchi con grandi spazi luminosi e un’enorme scultura in bronzo di un ulivo secolare, realizzata da Adam Lowe. Il mercato di prodotti enogastronomici, rigorosamente made in Italy, ospita anche un bistrot, un wine-bar e un ristorante laboratorio con vista sulle guglie del Duomo.

5. Hansel e Gretel Passeggiando in via Ottolini, nella periferia sud di Milano, ai civici 2 e 5 lo stile architettonico delle abitazioni è stravolto dalla presenza di due villette a graticcio con il tetto spiovente, le bifore, i vetri colorati e due alti camini. Le case, incastonate tra edifici d’architettura civile, furono costruite per due nostalgici importatori di pianoforti tedeschi per celebrare lo stile tipicamente nordico.

6. La casa dell’orecchio Al civico 10 di via Serbelloni, nel centro della città, si trova il palazzo liberty Sola-Brusca, che i milanesi chiamano la Ca’ de l’oreggia, la casa dell’orecchio. Il motivo di questo strano soprannome è la presenza di un insolito citofono a forma di orecchio umano, ora non più funzionante, con pulsantiere per inserire i codici, la telecamera e le targhette con i nomi degli inquilini. Si tratta di un enorme orecchio in bronzo, disegnato dallo scultore milanese Adolf Wildt, maestro tra gli altri del grande artista Lucio Fontana, che realizzò uno dei primi citofoni della città e, senz’altro, il più originale.

7. Fenicotteri rosa in città Non lontano da via Serbelloni sorge Villa Invernizzi, nel cui giardino privato, sbirciando oltre la cancellata di ferro, si possono scorgere coppie di fenicotteri rosa, fortunati ospiti della bellissima residenza. Il giardino è un’oasi verde con fontane, statue decorative, alberi secolari, pavoni e anatre.

8. Fontana di Pinocchio Nei giardini di corso Indipendenza, non lontano dal centro storico, c’è una fontana realizzata nel 1955 dallo scultore Attilio Fagioli, poco conosciuta persino dagli stessi milanesi: è la statua in bronzo di Pinocchio diventato bambino mentre guarda ai suoi piedi il triste mucchio di legnetti di quando era un burattino; accanto si aggirano un gatto e una volpe con fare interrogativo. Ogni settimana, accanto alla statua, gruppi di bambini si riuniscono per ascoltare letture del celebre libro di Collodi sulle avventure di Pinocchio.

9. Casa 770 In tutto il mondo sono 12 le “Case 770”, costruite secondo il modello gotico di quella di Brooklyn, che sorge al 770 di Eastern Parkway e che diede asilo nel 1940 al rabbino Schneerson, fuggito alle persecuzioni naziste di Parigi. La casa divenne presto un luogo sacro per i Lubavitcher, una delle più grandi comunità di ebrei ortodossi, che vi scoprirono simboli misteriosi e numeri della Torah. La comunità, così, decise di riprodurre la casa in tutto il mondo con le stesse caratteristiche; l’unica “770” in Europa si trova proprio a Milano, in via Poerio al civico 35.

10. Il campanile solitario All’interno del cortile di via Giannone 9, nel quartiere abitato dalla comunità cinese di Milano, c’è un’inaspettata sorpresa: un campanile antico, che faceva parte del monastero medievale della Santissima Trinità, demolito nel 1966. Il bel campanile venne risparmiato e oggi, soffocato dai palazzi circostanti, è ammirato dai condomini e da chi attraversa il cortile.

11. Metro lilla senza conducente Vagoni ampi, moderni e con grandi vetrate che corrono per sei chilometri e uniscono la stazione ferroviaria di Garibaldi a San Siro, dove si trovano lo stadio di calcio e l’ippodromo: è la nuovissima metrò di Milano, la quinta linea metropolitana e la prima con un sistema di guida completamente automatico. Nei prossimi mesi, in concomitanza dell’avvio dell’Expo, i treni in vetro e alluminio della linea color lilla si fermeranno in 19 stazioni, percorrendo ben 12,6 chilometri.

12. Numerazione austriaca Durante la dominazione austriaca di Milano, nel 1700, tutti i palazzi furono numerati secondo un ordine a spirale che andava da Palazzo reale fino alle porte della città. Camminando oggi nel quadrilatero della moda è possibile vedere altissime numerazioni accanto alle targhe dei civici: in corso di Porta Vicentina, al civico 23, c’è una targa che riporta il numero 5387, così come sopra il 10 di via Santa Maria alla Porta c’è ancora l’antico numero 2582.

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