Non riuscendo né a sentire né vedere il labiale della persona con cui stiamo comunicando a causa della mascherina, l’unico modo per esprimerci, capire e farci capire, sono i gesti».

Così Corrado Avarino, presidente del gruppo sportivo sordi di Alba, e rappresentante intercomunale Ens Alba (ente nazionale sordi) spiega i problemi legati all’utilizzo della mascherina per l’emergenza Covid19.

Innanzitutto quanti sono i sordi in provincia di Cuneo?
«Solo ad Alba e dintorni siamo 50 di varie età. In provincia raggiungiamo i 200».

Per poter leggere il labiale le mascherine dovrebbero essere trasparenti.

«A tutte le famiglie di Alba e dintorni sono state consegnate le mascherine chirurgiche, c’è anche chi se l’è creata ma senza la parte trasparente che lascia vedere la bocca. Mia suocera Angela Garabello, sorda anche lei, brava sarta, ci ha provato e il risultato è stato soddisfacente, dimostrando che la cosa è fattibile».

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Risolverebbe molti problemi.
«Certo, altrimenti diventa tutto complicato. Ad esempio andare al supermercato, dal panettiere o dal macellaio non vedendo il labiale, l’unico modo per farsi capire sono i gesti. E non sempre funziona. Situazioni ancora più gravi si verificano nel caso in cui una persona sorda debba recarsi in Pronto soccorso o essere ricoverata. Senza poter comunicare né avere la possibilità di avere accanto un interprete il rischio è di essere isolati dal mondo».
Una studentessa americana è stata la prima a pensare ai sordi e creare una mascherina trasparente.
«Ho letto la notizia di questa geniale idea, da cui mia suocera ha preso spunto. Negli States sono passi avanti rispetto a noi. Basti pensare che in Italia la lingua dei segni non è considerata lingua vera e propria, a differenza di altri Paesi in cui da anni è stata approvata come tale. Questa innovativa mascherina ci aiuterebbe tanto, a noi basta leggere il labiale della persona che ci sta parlando, è sufficiente che lo faccia lentamente e senza alzare la voce. È stato molto bello vedere la diretta del premier Conte o della Protezione civile dove un’interprete permette anche a noi di capire la situazione del Paese, come è nostro diritto. Ho letto che a Collegno hanno deciso di consegnare mascherine trasparenti. Mi auguro che anche altre città possano prendere esempio. L’uso di questa protezione ci accompagnerà ancora per lungo tempo, sarebbe bello che in molti comprendessero questo nostro disagio sociale per darci un aiuto a risolverlo».Altri suggerimenti?
«Nella vita quotidiana necessitiamo spesso della presenza di un interprete al nostro fianco. Sarebbe utile che uffici pubblici e ospedali avessero dei tablet con cui collegarsi in videochiamata con l’interprete che così potrebbe tradurre quello di cui abbiamo necessità. Il vice sindaco di Alba, Emanuele Bolla, mi manda spesso notizie dell’ultima ora tramite WhatsApp che poi condivido sul gruppo che abbiamo con altri sordi. Senza dimenticare il presidente della Regione Alberto Cirio che si è sempre reso disponibile durante il discorso con la Protezione civile alla presenza della nostra interprete Romina Rossi nella diretta streaming e in televisione per gli aggiornamenti sul Covid-19».

 

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