Giornata Mondiale Sordo: Osp. Bambino Gesù, al via “Sentirci ed ascoltarci”

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Si celebrerà domani la Giornata mondiale del sordo: in Italia, 1 su 1.000 nuovi nati presenta alla nascita una ipoacusia sufficientemente grave da pregiudicare un normale sviluppo del linguaggio, mentre 1 su 4.000 è affetto da sordità totale (ipoacusia neurosensoriale bilaterale profonda) che non trae beneficio dalle protesi acustiche convenzionali. In questi casi l‘impianto cocleare rappresenta l‘unica soluzione per ristabilire una normale funzionalità uditiva.
orecchio-e-sorditaL‘unità operativa dipartimentale di audiologia e otologia del Bambino Gesù, che negli ultimi cinque anni ha eseguito più di 100 interventi, organizza una serie di incontri per mettere a confronto le esperienze dei genitori di bambini portatori di impianto cocleare o di altra protesi impiantabile con i genitori di bambini candidati a tali trattamenti. In particolare, è stato organizzato un focus group intitolato “Sentirci ed ascoltarci”. La finalità è quella di stare vicino alle famiglie e permettere una migliore conoscenza e interazione con i sanitari. Il gruppo di discussione si articola in una serie di 5 incontri che metteranno a confronto le esperienze dei genitori di bambini portatori di impianto cocleare o di altra protesi impiantabile con i genitori di bambini candidati a tali trattamenti. (segue)

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Il primo dei 5 incontri previsti sarà incentrato sul comprendere e accettare una diagnosi di sordità e si terrà oggi presso il Villino Sion del Bambino Gesù (piazza Sant‘Onofrio 4, Roma). Ai 5 incontri parteciperanno anche una psicologa e un‘audiometrista. “Parlando di neonati sordi candidati ad un impianto cocleare – spiega Pasquale Marsella, responsabile Struttura semplice Audiologia e Otologia dell’Ospedale Bambino Gesù – vi lascio immaginare quanto si sentano disorientati e spaventati i loro genitori, di fronte ad una tale prospettiva per il proprio bambino appena nato. Il nostro lavoro quindi non si esaurisce col ‘puro atto chirurgico’, ma si dilata in un percorso molto articolato (che vede coinvolti audiologi, psicologi, logopedisti, audiometristi, ecc.) in cui accompagniamo il piccolo paziente e i suoi genitori dal momento della diagnosi (che sia il più precoce possibile), fino al momento dell‘intervento e anche dopo, durante la necessaria riabilitazione”. Per il dottore, “la patologia va conosciuta, il trattamento compreso e le aspettative vanno gestite; nel corso della riabilitazione, mentre il bambino scopre un intero nuovo mondo fatto di rumori sconosciuti, parole e musica, i genitori riscoprono la speranza e possono immaginare un nuovo futuro per il loro bambino”.
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