21 settembre 2014: 21° Giornata Mondiale dell’Alzheimer

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L’invecchiamento delle popolazioni pone in evidenza patologie neurologiche. Fra queste in Italia si rafforza l’Alzheimer e secondo i dati ISTAT le persone con più di 65 anni, oggi 2014, sono il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25% : ecco che il 21 settembre viene si celebrata la “ 21° Giornata Mondiale dell’Alzheimer” e per converso per celebrarla e ricordarla, si minaccia la riduzione, impietosa, della Sanità !

ALZHEIMER_vertQuesto disturbo mentale è definito dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali “ decadimento delle funzioni corticali superiori in assenza di importanti obnubilamenti della coscienza ”, deterioramento della memoria, incapacità di controllo delle emozioni,  difficoltà di linguaggio, rapidi cambiamenti di umore, disorientamento, perdita di orientamento che nel mondo colpisce circa 25 milioni di persone, per lo più donne, in Italia si parla di più di 600mila persone .

La scienza medica ci dice che il morbo di Alzheimer è ritenuto quale demenza senile, forma più comune, degenerativa, invalidante. Lasciamo alla  scienza la spiegazione tecnica di questa patologia, addentrandoci nel sociale, senza rilevare che le Istituzioni intendono ridurre la Sanità e non gli sprechi davvero notevoli, anzi lasciando od obbligando che la povera gente deve fare risparmi, mentre vengono elargite buone uscite, come i 27 milioni di euro (un insulto alla povertà) di una industria automobilistica proposti ad un Presidente, le ricche e sfacciate pensioni, le facilitazioni di ogni tipologia di agiatezza, alla faccia di coloro che dicono di difendere il popolo !  Ma quale ?

Spesso i mass media forniscono notizie su maltrattamenti,alle persone anziane od invalide, specie nelle Case di Riposo, alla cui scoperta dobbiamo molta riconoscenza ai NAS dei Carabinieri, in evidenza nella “ cultura dello scarto” ( così definita da Papa Francesco – incontro con l’Istituto Dignitas Humanae 7 dicembre 2013).

Quello che  preoccupa l’opinione pubblica è la carenza di strutture in grado di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione anziana autosufficiente o meno, le cui condizioni di scarsità dei servizi sociali e sanitari sono notevoli e spesso ci chiediamo se questa carenza non sia una forma di “strisciante eutanasia” , una  “eutanasia mascherata” ? 

 E’ indubbio che i servizi pubblici sono molto necessari, questi devono essere riveduti dalle Istituzioni con quei criteri non solo diretti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori morali ed etici che sono pubblici come : nascite, morti, cure per malattie degenerative, procreazione, eutanasia, revisione della legge sull’aborto, difesa della vita umana e non solo quella dei n/s amici a 4 zampe ( che rispettiamo ), della dignità di ogni cittadino, specie quello sofferente, malato, indifeso, dall’emarginazione degli anziani, dei disabili fisici e degli handicappati psichici, il tutto orientati e diretti al bene comune.

Purtroppo quelle persone che soffrono di problemi degenerativi sono dimenticati perché considerati un fardello di persone inutili il cui peso dell’assistenza viene, in parte, “scaricato” sulle spalle dei familiari e “caricati” sulla società, perché sono poche le strutture per una possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali, offerta e proposta dal V Programma della Comunità Europea per il periodo 1998-2002 ed i provvedimenti legislativi necessari e non adottati alla risoluzione di questo prioritario disagio sociale da ben 35 anni :  Petizione 2013 . Abbiamo perso troppo tempo in inutili litigiosità, mentre il popolo soffre !

Tra le varie forme di demenza la malattia di Alzheimer è quella più sviluppata nel mondo e sono colpiti almeno 35-36 milioni di persone; in Europa 7 milioni e mezzo. Sono rilevamenti statistici destinati ad aumentare, poiché la malattia è strettamente correlata all’età in cui più facilmente si può sviluppare questo tipo di demenza. In Italia sono oltre un milione i malati con demenza ed oltre la metà è affetta da malattia di Alzheimer, valutata nel mondo nuova diagnosi di demenza ogni quattro secondi. Questa patologia è stata chiamata l’epidemia silente del terzo millennio ed ora si comincia a considerare pandemia del terzo millennio per i numeri estremamente alti che sono destinati a raddoppiare e addirittura a triplicare nel 2050.

Ricorda la Società Italiana di Psichiatria che hanno in carico circa il 2% della popolazione, oltre un milione e 200 mila persone dei casi più gravi. Complessivamente, lo scenario legato ai disturbi psichici presenta dati allarmanti, aggravati dalla crisi economica, di circa 10 milioni gli italiani con problemi di salute mentale, ovvero 4 cittadini su 10 soffrono di qualche disturbo psichico, tra cui ansia, depressione, stress ed insonnia. Le donne sono le più colpite. Uno scenario preoccupante aggravato dal perdurare della crisi economica, anche morale .

Spesso la cronaca ci porta a conoscere i drammi che si consumano e si verificano nelle famiglie quando le malattie pongono una sofferenza fisica, ma soprattutto quando sfociano nella patologia psichica spesso cronica, per il quale il morbo di Alzheimer costituisce, a volte, un elemento di  vera disgregazione della famiglia.

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