Rugby, Castrogiovanni si opera e lancia la sua Academy

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Il pilone azzurro andrà sotto i ferri per risolvere i problemi di pubalgia. Sarà pronto a ottobre, ma intanto inaugura la Castro Rugby Academy, il primo camp per ragazzi: “Voglio appassionarli ai valori del nostro sport”
di MASSIMO CALANDRI

104758781-874eb09e-f884-4954-9a6e-c4295d8a9fdeMartin Castrogiovanni sarà operato venerdì a Bordeaux per risolvere i problemi di pubalgia che lo affliggono dal gennaio scorso: la breve vacanza argentina con un passaggio in Brasile per i mondiali di calcio, meritato premio dopo il doppio trionfo di maggio con Tolone (Heineken Cup e campionato francese), è già agli sgoccioli. Pochi giorni dopo l’intervento Martin riprenderà con una preparazione specifica in accordo con il club: per i primi di ottobre sarà disponibile per la stellare squadra transalpina e naturalmente la Nazionale, ma prima ancora sarà protagonista della Castro Rugby Academy, il primo camp per ragazzi diretto dal barbuto pilone azzurro in programma a Jesolo dal 29 giugno al 5 luglio. 

“Con l’aiuto dell’Associazione Olivia giocheranno anche i bambini sordomuti”, spiega il gigante buono. Subito però l’operazione alla clinica sportiva di Merignac. “E’ un problema che si è trascinato per troppo tempo e mi ha impedito di allenarmi bene, compromettendo il mio rendimento negli ultimi mesi. Non ho mai detto nulla, perché non sono il tipo che si lamenta: ma è stata dura”. ‘Castrò punta tutto sulla prossima stagione: c’è Tolone, con cui ha ancora un anno di contratto ma è probabile un prossimo rinnovo, e ci sono i Mondiali inglesi in maglia azzurra. “Devo arrivare nelle migliori condizioni”. Preferisce non parlare del difficile momento della Banda Brunel, meglio concentrarsi sull’appuntamento con i ragazzi, tutti dai 10 ai 15 anni. “Voglio appassionarli ai valori del nostro sport: la squadra, l’amicizia, il sacrificio. Io fin da piccolo sognavo di fare il rugbista, anche se all’inizio la mamma aveva scelto la pallacanestro. Però alla fine l’ho convinta”. Fare il pilone è uno sport dentro uno sport. “Spiegherò ai ragazzi che non è un ruolo comodo. Che in mischia non si deve stare comodi. E’ una posizione orribile, per molti versi: ma efficace, e terribilmente divertente”

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