Giovanni Paolo II°, la Famiglia società originaria, i giovani dimenticati, le scarse vocazioni

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Alla vigilia della canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII ° e Giovanni Paolo II°, che avverrà il prossimo 27 aprile 2014, Papa Francesco il 7 febbraio 2014 nel ricevere i Vescovi tedeschi ha  rievocato la figura di questi grandi Pontefici, svolgendo l’invito a “ costruire la comunione e la pace ” e rilanciare con  particolare attenzione la famiglia fondata sul matrimonio, i giovani dimenticati e le nuove vocazioni tanto necessarie !

GiovanniPaolo IIPapa Roncalli il “Papa Buono” per il rinnovato impegno nell’evangelizzazione della Chiesa Universale e verso il popolo e Papa Wojtyla un “grande Pastore”  continua Papa Francesco “ che in tutte le tappe della sua missione, da sacerdote, da vescovo e da Papa ”, ci ha dato un “ esempio luminoso di totale abbandono a Dio, alla sua Madre, di completa dedizione alla Chiesa e nella storia ecumenica “ all’uomo”.

E’ un impegno per me un omaggio al Beato Giovanni Paolo II°, che ho avuto l’onore di incontrarlo per ben tre volte in Vaticano ed apprezzato con commozione in Lui la Fede, la Sapienza e la Carità.

Omaggio al Beato Giovanni Paolo II

In questi n/s uggiosi tempi di incertezze, Papa Francesco nel rievocare il concetto famiglia, si sofferma spesso sugli aspetti fondamentali della società e della Chiesa, e ripeto, i giovani e le vocazioni .

La famiglia, continua il Santo Padre, citando l’Evangelii gaudium, è il “ luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la Fede ai figli ”.

Oggi invece il matrimonio è spesso considerato una forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno. Purtroppo questa visione influisce anche sulla mentalità dei cristiani, causando una facilità nel ricorrere al divorzio o alla separazione di fatto”. Ma, ci domandiamo e domandiamo, la famiglia ha valore per gli italiani ?

I dati statistici nel Rapporto Annuale Istat, consentono di rilevare una progressiva erosione del concetto famiglia in favore di forme di convivenza diverse, comunque attestano che questi sono ancora valori fondamentali e che l’82% della popolazione pensa che esista una sfera trascendente o spirituale che va oltre la realtà, tra questi il 66% si dichiara credente ( pensabile nella Fede Cattolica ), il 16% lo ritiene, anche se non si dichiara osservante.

Negli ultimi anni si è invalso una maggiore attenzione nei confronti della Fede, ma non mancano contraddizioni, in quanto i 2/3 degli italiani non entrano nei luoghi di culto e solo 1/3 partecipa alle funzioni religiose. Tra i valori che accomunano gli italiani la tradizione religiosa rappresenta il 21,5%, al terzo posto dopo il concetto famiglia domina incontrastato il 65,4% delle scelte.

Dunque la famiglia italiana, che altri rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, resta salda e costituisce la famiglia “ tradizionale ”.

Continua il Censis nel periodo 1998/2009 sono aumentate le unioni libere in più di 541.000 persone arrivando ad un totale di 881.000 che inclusi i figli coinvolgono oltre 2,5 milioni di persone e sono circa 5,9 milioni gli italiani che hanno sperimentato una forma di convivenza libera.

Il Censis riporta un piccolo cenno a “ diversi format familiari”, infatti nel periodo 2000/2010 sono diminuite le coppie coniugate con figli nella misura di circa 739.000, aumentate quelle coniugate con figli di circa 274.000 e quelle con un solo genitore in 345.000, commentando che “ le diverse modalità concrete di essere famiglia rispondono al bisogno crescente di avere una relazionalità significativa”.

Pur, comunque, tra le crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, fallimenti, crisi con tenitrice di stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole, od altre “anomalie”, la famigliaresiste ancora in questo contesto economico-culturale malgrado, ripetiamo, i segnali di intensa fragilità.

Quella “tradizionale”, e con questa espressione vogliamo riferirci alla vera famiglia di un tempo ed anche a quella del concetto cristiano e civile, continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, a farsi carico dei propri figli, ad aiutare i propri genitori anziani, a curare i propri membri disabili.

Rapporti statistici e realtà quasi quotidiane, ci portano a conoscere che su 10 omicidi avvenuti nell’ambito familiare 6 sono stati consumati tra le mura domestiche, come stupri aberranti, violenze barbariche di ogni tipo, specie quelle su disabili e bambini .

Comunque, “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29), ciò significa che l’ordinamento familiare è preesistente allo Stato, quindi l’espressione della Costituzione Italiana, “ riconosce i diritti di famiglia ”, li considera e riconosce come diritti primordiali, naturali conseguendo la concezione famiglia come “società naturale”,affermazione che va intesa nel senso che la famiglia deve essere considerata come un vincolo razionale ed etico che trova le sue leggi ed i suoi diritti nella natura stessa.

I diritti della famiglia riconosciuti, senza escludere quella della morale cristiana, sono tali in quanto questa è “ fondata sul matrimonio” “ ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, cioè di continuazione dell’umanità che altre “ forme” non possono umanamente, naturalmente  e materialmente garantire (almeno per il momento !).

Questa deve essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo.

Per concludere la famiglia ha, ancora, un certo valore negli italiani !

Bisogna chiedersi”, continua Papa Francesco,”come migliorare la preparazione dei giovani al matrimonio, in modo che possano scoprire sempre di più la bellezza di questa unione che, ben fondata sull’amore e sulla responsabilità, è in grado di superare le prove, le difficoltà, gli egoismi con il perdono reciproco, riparando ciò che rischia di rovinarsi e non cadendo nella trappola della mentalità dello scarto”.

Ed ancora si domanda il Santo Padre “ bisogna chiedersi come aiutare le famiglie a vivere ed apprezzare sia i momenti di gioia, sia di quelli di dolore e di debolezza” un “richiamo” civile !.

In tale compito, le comunità ecclesiali, sperando che i Sacerdoti “vivono” i momenti di vera ed intensa missione pastorale, vanno intese come “ luoghi di ascolto, di dialogo, di conforto e di sostegno per gli sposi” ed i Pastori come “autentici padri e guide spirituali”, che proteggono le coppie “dalle minacce delle ideologie negative e le aiutano a diventare forti in Dio e nel suo amore”, un “richiamo religioso !

Non sono mancati parole di incitamento del Papa ai giovani in vista dello “ Incontro Mondiale della Gioventù ” nel 2016 a Cracovia “ che con gli anziani sono la speranza della Chiesa ”, “ tuttavia nei cuori dei giovani c’è un’ansia di qualcosa di più profondo, che valorizzi in pienezza la loro personalità “.

A proposito delle “ vocazioni al Sacerdozio e alla vita consacrata”, il Papa ha ringraziato il Signore che “negli ultimi decenni ha chiamato tanti operai per la sua messe : tanti bravi e santi sacerdoti, ha rilevato, svolgono con dedizione il loro ministero sia nelle proprie Chiese locali, sia all’estero e nelle Missioni”.

Una parola di incoraggiamento, per quanto riguarda le vocazioni alla vita consacrata, il Santo Padre l’ha avuta per le vocazioni femminili dove è notevole “ il calo delle adesioni alle Congregazioni Religiose “ .

Auspico che gli Istituti Religiosi Femminili possano continuare ad essere, in modo adeguato ai nostri tempi, luoghi privilegiati dell’affermazione e della crescita umana e spirituale delle donne. Le religiose siano pronte ad affrontare i compiti e le missioni anche difficili ed esigenti, che valorizzino le loro capacità intellettuali, affettive e spirituali, i loro talenti e carismi personali “.

E ne abbiamo bisogno ! specie nelle Case di Riposo, negli Ospedali, negli Asili, nella vita quotidiana e civile ed in ogni dove, scarseggiano le Suore .

Il Papa infine ha inoltre esortato alla sollecitudine per i poveri, “ nonostante l’attuale sviluppo economico del Paese, ci sono tanti bisognosi, disoccupati, senzatetto, malati, abbandonati, come pure tante famiglie, soprattutto quelle numerose, senza sufficienti mezzi per vivere e per educare i figli ”, “ nella fantasia della carità”.

Il Santo Padre ha risollevato quanta crisi invade quasi ogni Nazione in questi tempi dove sono dimenticati “ quanti per vari motivi lasciano il Paese e cercano di costruire una nuova vita all’estero. Il loro crescente numero e le loro esigenze richiedono forse più attenzione da parte della Conferenza Episcopale. Accompagnateli con cura pastorale adeguata, perché possano conservare la Fede e le tradizioni religiose del popolo”.

In pratica un grande richiamo “all’esercizio pastorale” della Chiesa Universale ed alle Nazioni  “ nei diritti inviolabili dell’uomo“.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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