22° Giornata Mondiale del Malato . “Fede e Carità”!

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“ La chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente. E così accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c’è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso”, con queste parole Papa Francesco nel Suo Messaggio apre le celebrazioni della “ 22° Giornata Mondiale  Mondiale del Malato “, che quest’anno ha come  tema ” Fede e carità, anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli “ (1 Gv 3,16).

22657295_intervista-franco-previte-cristiani-per-servire-sulla-sanit-che-non-rispetta-il-malato-indifeso-0L’11 febbraio di ogni anno viene ricordata la “Giornata Mondiale del malato”, istituita dal Beato Giovanni Paolo II° il 13 maggio 1992, giorno in cui si ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes .

In questo giorno, peraltro, non può essere disatteso il pensiero anche nei riguardi di tutti quei malati che portano nel loro corpo i segni di una grande sofferenza fisica e psichica, “ come il Padre ha donato il Figlio per amore ed il Figlio ha donato se stesso per lo stesso amore, anche noi possiamo amare gli altri come Dio ha amato noi, dando la vita per i fratelli ”.

 

Ricorda ancora Papa Francesco nel Messaggio, “ Quando ci accostiamo con tenerezza a coloro che sono bisognosi di cure, portiamo la speranza ed il sorriso di Dio nelle contraddizioni del mondo” mentre “la Croce di Cristo ci insegna a guardare sempre l’altro”  e continua “ soprattutto chi soffre, chi ha bisogno di aiuto” (Via Crucis Rio de Janeiro 25 luglio 2013) .

Non possono essere disconosciuti i familiari, le loro ansie, speranze, necessità, mentre la società civile, anche se in una solidarietà esteriore, nel 2014, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo .

Logiche di convenienza ci vorrebbero allontanare dal concetto della solidarietà e dal rispetto per l’individuo-persona, specie se sofferente : ma la pazienza ha un limite !

Per il mondo civile l’essere umano, la persona, la ragione, la logica non chiedono di morire, ma di vivere, per il cristiano non seguire un qualunque Feuerbach, il filosofo tedesco critico della religione cattolica che pensava di screditare il cristianesimo con la sua frase famosa :”La Fede è come le lucciole, ha bisogno delle tenebre per risplendere”, però significa che spesso è necessità conoscere che nel buio c’è una luce.

Quando la malattia porta alla sofferenza fisica, ma soprattutto nella patologia psichica, il compito della comunità tutta e delle Istituzioni deve indirizzarsi ad un maggior impegno di tutela del malato.

La politica in Italia è troppo spesso lontana dalla realtà e tutta intenzionata ad inutili sprechi di tempo e di litigiosità, non ha dato risposte esaurienti alle priorità che insistono nel nostro sistema sociale quali : politiche di sostegno e di valorizzazione dell’ente “ famiglia ”, difesa della vita nascente, carenza di servizi sociali .

Una parola di speranza è necessaria, quella che si instauri o si restauri per il bene di tutti quell’istituzione naturale che è la famiglia, che “cura” i propri membri disabili, che “rispetta” la dignità anche dell’uomo-malato, che “dona” comprensione e solidarietà da ogni forma di discriminazione, di emarginazione “virtù” troppo spesso dimenticate !

Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita o sulla morte dei suoi membri, attraverso una licenza di uccidere, che è in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina : “ Il dovere del medico è per la vita” ! ed in  questa maniera si corre il rischio di considerare pietà per le sofferenze insopportabili, come uno strumento che porta alla eliminazione della vita che non avrebbe più valore.

Si tratta di considerazioni molto pericolose perché potrebbero coinvolgere handicappati psico-fisici, malati terminali, anziani non autosufficienti : budget del ricoverato .

Questo costituisce una significativa indicazione, drammatica ed inquietante, se vera, ( e questo ce lo devono chiarire le Istituzioni in risposta alla n/s Petizione n. 308 al Senato e n. 31 alla Camera dal 18 marzo 2013 ) che tende ad abbandonare al loro destino per lo più ammalati anziani, disabili o persone in fin di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture ospedaliere per il superiore concetto del risparmio senza una adeguata protezione alternativa .

Se questa “forma” si allarga e lo ripetiamo da molto tempo, sarebbe un meccanismo anomalo, incivile  ed anticristiano, una eutanasia mascherata, “fuori” ( per ora 2014 !) dall’Ordinamento Giuridico Italiano, un reato perseguibile penalmente, una omissione di soccorso, ma ragioni antropologiche ci portano ad incontrare e considerare anche coloro che portano nel loro corpo la sofferenza dell’anima, come alcuni definiscono di natura psichica : Petizione 2013

E’ prioritario un segno di speranza per creare una unità d’intenti sui problemi delle impostazioni ideologiche o sociali, perché prevalga per tutti, soprattutto per i cattolici, l’insegnamento “ dobbiamo essere umili con umiltà reale, con nome e cognome” (Papa Francesco 14 giugno 2013 Chiesa Santa Marta ) ed avverte ancora il Santo Padre, nella “ Giornata Mondiale del Malato”, noi abbiamo un modello cristiano a cui dirigere con sicurezza lo sguardo : E’ la Madre di Gesù e Madre nostra” continua il Pontefice che “ ci accompagna nel cammino verso la risurrezione e la vita piena”.

E ne abbiamo fortemente necessità dell’aiuto della Madonna ! perché  “ quando un cristiano dimentica la speranza, peggio perde la  speranza, la sua vita non ha senso “ ( Papa Francesco S. Marta 10 dicembre 2013) .

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !

Previte

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