Solidarietà senza confini

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di Marisa Viviani

Non solo accoglienza dei bambini di Chernobyl per l’Associazione Trentina Aiutiamoli a vivere, ma anche formazione di volontari e progetti solidali in terra bielorussa

131203Darzo_Aiutiamoli_a_Vivere1Quando ad una bambina risulta incomprensibile che tutte le persone che incontra le sorridano e chi le sta vicino la baci e la abbracci, allora significa che nella sua famiglia e nel suo ambiente c’è un problema ben più grave degli effetti delle radiazioni rilasciate da un reattore nucleare, motivo per il quale essa è arrivata in Italia dal suo Paese. Questa ed altre storie sono state raccontate nel corso del Convegno Provinciale “Il futuro dei bambini è oggi, domani sarà tardi”, organizzato dall’Associazione Trentina Aiutiamoli a vivere, che si è svolto domenica 24 novembre presso il Centro Sportivo Polivalente di Darzo, ospitato dal Comitato Santa Barbara di Lodrone (1). Raccontare esaurientemente un convegno densissimo di relazioni e fatti significativi non è semplice; va innanzitutto rilevata la perfetta organizzazione che ha consentito di coordinare puntualmente il succedersi degli interventi previsti e delle pause di una giornata impegnativa iniziata alle ore 8,30 e terminata alle ore 18,30; ciò va ad onore del Comitato Santa Barbara ospitante e dell’efficiente macchina organizzativa trentina. Una sintesi di questo grande lavoro è pertanto inevitabile, con rammarico per non poter rendere nota nei particolari la ricchezza delle iniziative attuate e dei progetti in programma.
Aiutiamoli a Vivere era sorta con la finalità di dare accoglienza, presso famiglie italiane, a bambini bielorussi residenti in zone colpite dalle radiazioni emesse dal reattore nucleare di Chernobyl dopo l’incidente del 1986; scopo dell’accoglienza era di consentire ai bambini di trascorrere una vacanza di risanamento per potenziare la loro salute, rilevando immediatamente però che l’emergenza sanitaria in quel paese era forse secondaria rispetto all’emergenza sociale. Moltissimi bambini provenivano infatti da famiglie fragili, se non problematiche o addirittura inesistenti, che non potevano garantire loro una vita serena e ricca di affetti, oltre che di beni materiali; il caso sopra citato della bambina che non conosceva il sorriso era emblematico di una situazione altamente drammatica e purtroppo diffusa. Pur essendo venuta meno l’attenzione mediatica verso questi bambini (36.000 bambini bielorussi accolti in Italia nel 2007, 12.000 nel 2013) l’accoglienza resta lo scopo principale dell’associazione; anche se il peso della nostra grave crisi economica gioca oggi un ruolo negativo nella disponibilità delle famiglie ad ospitare i bambini, il motto si conferma più che mai che Quando c’è posto nel cuore, c’è posto anche nella casa.
La relazione del socio fondatore Fabrizio Pacifici ha introdotto così un punto nodale dell’impegno attuale della Fondazione, delle Associazioni e dei Comitati Aiutiamoli a Vivere; premesso che lo scopo primario resta l’accoglienza dei bambini, oggi l’impegno delle associazioni deve essere quello della formazione di nuovi volontari nei territori verso cui è indirizzata la solidarietà: – Quei bambini di ieri, oggi adulti consapevoli, devono diventare protagonisti del loro futuro, devono farcela da soli; noi abbiamo innescato un processo virtuoso, loro dovranno lavorare per chiudere gli istituti e per dare ad ogni bambino una famiglia, e per costruire una società umana attenta ai loro bisogni.- Parole che indirizzano il lavoro dell’associazione a dare impulso e sostegno al volontariato del luogo, affinché attivi autonomamente progetti di solidarietà nel proprio Paese.
Alcune attività stanno già muovendosi in questa direzione, come il progetto di comicoterapia Clown in Belarus, condotto dal gruppoCuore per un sorriso, composto da 60 clown volontari che nel corso dell’anno hanno fatto 50 uscite tra Trentino, Mantovano, Bresciano, oltre che in Bielorussia. Nel suo intervento Paolo Perissini, in arte Kamomillo, ricorda con orgoglio come il suo gruppo abbia aperto la strada a questa attività in Bielorussia, dove ormai la comicoterapia è una realtà consolidata: – Ora vogliamo che i gruppi locali si organizzino e proseguano da soli; noi possiamo continuare ad andare nelle realtà più marginali, piccoli ospedali, istituti di provincia dove non va mai nessuno, perché ci siamo accorti che oltre alle necessità materiali c’è molto bisogno di amore e attenzione per la persona.- Motivo costante questo che alimenta l’impegno dei volontari.
E’ così anche per il progetto Ulipka. Nato nel 2006, conta oggi su 50 giovani che durante l’estate si recano in Bielorussia a fare animazione a favore dei giovani e anche degli adulti e delle stesse autorità locali che vengono coinvolte in varie attività e laboratori finalizzati a sviluppare capacità di condivisione e collaborazione, sempre con la finalità ultima di costituire nel luogo una base di lavoro autogestita e continuativa.
Si potrebbe continuare a lungo, raccontando i vari progetti sanitari per gli aiuti a bambini audiolesi e portatori di fibrosi cistica in Bielorussia, i progetti per la costruzione di un ospedale e per gli aiuti ad una scuola in Africa, il gruppo di vacanze “Progulazza”. Una parola in più va alle vacanze di lavoro coordinate da Lorenzo Miorelli del Comitato di Arco, impegnato nella ristrutturazione di ospedali, scuole, istituti in Bielorussia, poiché ha bisogno di volontari idraulici, muratori, elettricisti, piastrellisti per il turno di lavoro di 15 giorni, e ci auguriamo che qualche persona libera e volonterosa possa rispondere all’appello. Non vanno dimenticate le bambine di Condino del gruppoPiccole volontarie crescono, che autonomamente hanno gestito un mercatino di giocattoli e oggetti vari, raccogliendo quest’anno circa 900 euro per l’acquisto di poltroncine per il teatro della scuola di Buda Koshelevo; certamente un buon esempio di sensibilità personale e di educazione sociale da parte delle famiglie, una bella speranza per il futuro.
Nel corso del convegno è stato presentato anche un libro, Marmellata di prugne (2) di Patrizia Fortunati, basato su una esperienza vissuta. Il libro tratta dell’accoglienza e di quei valori umani che hanno connotato in passato il popolo italiano, che nei Paesi dell’Est considerano ancora come Italiani brava gente. Sarà infatti questa vicinanza umana che aiuterà la bambina bielorussa, protagonista del libro, a divenire una madre affettuosa e attenta ai bisogni dei figli, e a trasmettere al suo ambiente l’importanza di questi valori. Ed è proprio questo speciale rapporto umano che caratterizza l’accoglienza a creare un legame di profondo affetto tra i bambini e le famiglie ospitanti; lo si è visto e sentito nelle testimonianze di Pavel verso la sua mamma italiana (Patrizia Mora, presidente del Comitato Santa Barbara), di Kira oggi sposata in Trentino, di Olga studentessa in Italia, che si commuovono ricordando l’amore ricevuto e l’opportunità di migliorare la loro vita, e ora da adulti di impegnarsi a loro volta per aiutare chi ha bisogno.
Il Comitato Santa Barbara di Lodrone che accoglie i bambini della cittadina di Buda Koshelevo, ha organizzato poi un collegamento via Skype con la scuola locale; è stato così trasmesso un programma di canti e danze preparato dagli alunni in onore degli amici italiani, assistito dall’interprete per le traduzioni. Lo spettacolino dei bambini ha rappresentato un commovente ringraziamento per le attenzioni che le famiglie italiane riservano ai tanti figli adottivi lontani, perchè, come dice la Presidente Patrizia Mora, Ogni bambino ha diritto ad un sogno.
Dopo i saluti delle autorità, dei sostenitori e degli amici, dopo il dibattito e le conclusioni del Presidente Sant, il convegno si è concluso con una nota di allegria trasmessa dai Piccoli Ballerini del Carnevale di Ponte Caffaro, molto bravi e serissimi nell’interpretazione, divertendosi, dei tradizionali balli. Il saluto di commiato ha concluso la lunga giornata all’insegna di una solidarietà senza confini: Dasvidania, e al prossimo incontro.

Il Congresso Nazionale della Fondazione Aiutiamoli a vivere si terrà a Padova il 6-7- 8 dicembre prossimi.

(1) – L’Associazione Trentina Aiutiamoli a vivere Onlus è costituita da 29 comitati locali, di cui 4+1 nella Valle del Chiese (Lodrone, Storo, Condino, Pieve di Bono oltre al comitato di Tremosine che aderisce per vicinanza territoriale). Nel corso del 2013 ha accolto 350 bambini bielorussi ed ha attivato altre iniziative di solidarietà in vari settori. L’associazione ha sede a Condino – Presidente Ermanno Sant – www.associazioneaiutiamoliavivere.it – tel. 0465/622057 – e-mail: ufficio@associazioneaiutiamoliavivere.it
– Il Comitato Santa Barbara di Lodrone riunisce le famiglie e i volontari di Lodrone, Darzo, Bondone, Baitoni, Ponte Caffaro, Bagolino, Idro, Capovalle e Treviso Bresciano; nel 2013 ha accolto 26 bambini bielorussi e ha collaborato alla raccolta fondi per le varie iniziative attivate dall’associazione. Il comitato ha sede a Lodrone – Presidente Patrizia Mora – www.aiutiamoliavivere-santabarbara.org – tel. 348/7402114 – e-mail: aiutiamoli.santabarbara@gmail.com
– L’associazione aderisce alla Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG i cui soci fondatori furono Padre Vincenzo Bella e Fabrizio Pacifici; oggi è una ONG che conta la collaborazione di 10.000 famiglie aderenti ai 250 comitati e coordina numerosi progetti di accoglienza e solidarietà internazionale.
La fondazione ha sede a Terni – Presidente Fabrizio Pacifici – tel. 0744/279560 – e-mail: fondaav@tin.it
(2) Fortunati P., Marmellata di prugne, Ali&no editrice, Perugia, 2013

Nelle foto di Luciano Saia:
. Il tavolo dei relatori (da sinistra: la vicepresidente del Comitato Loredana Vivenzi, la presidente del Comitato Patrizia Mora, il sostenitore Mario Zanetti di Bagolino, il presidente dell’Associazione Ermanno Sant, il presidente della Fondazione Fabrizio Pacifici) –
. Un’incursione del gruppo dei clown sul palco
. Le piccole volontarie di Condino
. Saluti e ringraziamenti a relatori e volontari

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