L’ ”Anno della Fede“ chiude: ma resta ricco di riflessioni e suggerimenti per tutti!

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Si chiude il 23 novembre 2013 l’Anno della Fede, evento mondiale indetto dal Papa Emerito Benedetto XVI° con la Lettera Apostolica Porta Fidei l’11 novembre 2011 con inizio l’11 ottobre 2012, dove spiega essere“ di impegno per rafforzare la Fede” dove“ ogni credente ritrovi il genuino spirito necessario per dare vita alla nuova evangelizzazione”.

250px-Rome_st_Peters_place_to_EastLa parola del Papa è la via sicura per incamminarci da cristiani, come fecero gli Apostoli che seguirono Gesù sulla via della Croce.

L’obiettivo dell’Anno è stato ed è quello di riscoprire la n/s Fede, della quale non solo il cristiano, ma tutto il mondo ha ed abbiamo tutti fortemente necessità, i cui contenuti sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica del quale ricorre i 20 anni dalla sua pubblicazione, richiesto dall’Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, con l’intento quotidiano, specie dei credenti, di non dimenticare di affidare con Fede la loro esistenza al Creatore.

Esiste, infatti, un’unità profonda tra l’atto con cui si crede ed i contenuti a cui diamo il n/s assenso.

L’Apostolo Paolo permette di entrare all’interno di questa realtà quando scrive : “ Con il cuore…si crede…e con la bocca si fa la professione di Fede” ( Rm 10, 10 ) . Il cuore indica che il primo atto con cui si viene alla Fede è dono di Dio ed azione della grazia che agisce e trasforma la persona fin nel suo intimo ( Porta Fidei 10).

Occorre, per noi cristiani, chiedersi se nel n/s vivere quotidiano siamo in grado di poter fare momenti di incontro vivo con il Salvatore o si riduce tutto ad un momento celebrativo e non di riflessione e chi non si pente e ” fa finta di essere cristiano fa tanto male alla Chiesa “ ( Papa Francesco 11 novembre 2013 Chiesina S. Marta Vaticano ).

Benedetto XVI°, Papa Emerito, ha consegnato a tutti un Messaggio, soprattutto ricordando “gli ultimi fra gli ultimi, i più deboli, emarginati, i quali sono da “vedere” non come un carico di pietà e dolore, ma come dono di Gesù” (Angelus 2 dicembre 2012 ).

Su alcuni aspetti della Fede, ritenuti ancora ambigui “ per il cristiano legato a certe idee del mondo” dice Papa Francesco “ “non si deve usare Cristo per fare carriera”, mettendo in guardia “dalle tentazioni di seguire Gesù per avere più potere”( Santa Marta 28 maggio 2013 ) : una tentazione radicata, purtroppo, nel cuore di molti cristiani !

“ Pregate per i Vescovi ed i preti perché siano pastori e non lupi” ( Papa Francesco 16 maggio 2013 ) parole dure e coraggiose che centrano uno dei malesseri odierni, che avviliscono quanti sono dentro e fuori della Chiesa e soffrono e significative sono le parole su San Paolo “ che lavorava con le sue mani e non aveva un conto in banca”, da cui l’esortazione agli uomini della Chiesa : “ perché siano poveri, perché siano umili, miti, al servizio del popolo”.

“Essere fieri di andare contro corrente e pensare che Sacerdoti, Frati, Suore svolgono ogni giorno con generosità il loro servizio per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani “ ( Papa Francesco Angelus 23 giugno 2013 )

Richiami in breve citati che il Magistero della Chiesa e Papa Francesco ci rammentano spesso quali cristiani e buoni samaritani , se “ Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe “( primo Angelus Piazza San Pietro).

In questo fine “Anno della Fede” alcuni temi sono stati trattati, nel compio di evangelizzazione tra i quali “Il significato del Pontificato di Papa Francesco per il continente”e “La Nuova Evangelizzazione”, altre questioni importanti sono state esaminate come quelle relative alla cooperazione ed alla comunione in tutto il mondo, tra le Chiese locali, la cultura ed la società, come il tema di Maria “Madre della Chiesa” nel contesto del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II.

I temi che stanno generando particolari aspettative sono quelli legati alla religiosità popolare, alla cosiddetta “emergenza educativa”, all’eutanasia, all’aborto, al matrimonio ed alla famiglia, insieme alle questioni che toccano i politici e le autorità del continente, la formazione del clero, le missioni, l’ecumenismo, i catechisti e le attività sociali e caritative della Chiesa ( da Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LVII n. 314 ) .

Non sono stati trascurati dalla Sede Apostolica, in questo “Anno della Fede”, i momenti di rievocazione della pietà, i drammi del mondo della sofferenza e del dolore che quotidianamente incontriamo dove “ non pochi cristiani dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato, escluso perché proprio in loro si riflette il volto di Cristo” come ha posto in evidenza argutamente Papa Francesco ( 9 novembre 2013 ) nella Sala Nervi quando ha ricevuto il Sodalizio dell’UNITALSI con circa 400 disabili fisici e psichici visitandoli ed intrattenendovi uno per uno come un papà attento, sincero ed affettuoso .

La crisi morale impone di eliminare le barriere dell’ingiustizia e la vera sfida per il futuro dell’umanità è quella di costruire una pace ed uno sviluppo che non esclusa nessuno, perché “ capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggiore preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla Fede come un presupposto ovvio del vivere comune che in effetti non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato “ ( Porta Fidei 2).

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza !

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