Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: in Italia già 128 vittime

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Oggi è la Giornata mondiale Onu contro la violenza sulle donne. Sono tante le iniziative in programma. A cominciare dal flash mob organizzato dalla Cgil in programma a Roma al quale parteciperà anche la segretaria generale Susanna Camusso.
violenza-manifestaz-ragazza.jpg_415368877I luoghi di lavoro non sono estranei alle molestie sulle donne ma il tema più importante è che le denunce aumentano e che le donne vedono che c’è una rete. Lo sottolinea il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in un’intervista al Tg1 in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Camusso ha aggiunto che il dato di queste denunce rispetto ai casi di molestie è ancora troppo basso. “Vorrei che le nostre controparti – ha concluso – applicassero le normative europee”.
Già 128 le vittime in Italia – Secondo i dati reis noti dall’Onu, più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita, come ha ricordato ieri il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon. E l’Italia rappresenta uno dei punti nevralgigi dell’intera Europa: nel nostro Paese, primo nel continente, sono già 128 quest’anno le vittime di femminicidio, l’omicidio compiuto nei confronti di una donna in quanto tale.
I dati parlano di persone normali – Secondo un rapporto Eures, in Italia tra il 2000 e il 2012 sono state assassinate 2.220 donne, una media di 171 omicidi l’anno, uno ogni due giorni. E il 70,7% dei delitti è avvenuto “nell’ambito familiare o affettivo”. Analizzando i dati si scopre infatti che il responsabile della violenza è nel 48% dei casi il marito, nel 12% il convivente nel 23% l’ex partner. Un uomo tra i 35 e i 54 anni nel 61% dei casi, un impiegato nel 21%, una persona istruita (il 46% ha la licenza media superiore e il 19% la laurea). Il persecutore non fa poi in genere uso di alcol e di droghe (63%). Anche il profilo della donna-vittima corrisponde a quello di una persona “normale”: di età compresa fra i 35 e 54 anni, con la licenza media superiore nel 53% dei casi e la laurea nel 22%.
Costo sociale di un fenomeno culturale – Il fenomeno ha costi sociali ed economici da capogiro: 17 miliardi di euro, l’equivalente di tre manovre finanziarie, il triplo della spesa pagata dal nostro Paese ogni anno per incidenti stradali. Lo rivela l’indagine nazionale “Quanto costa il silenzio?” presentata nei giorni scorsi da Intervita onlus. Mentre è ormai provato che si tratta di un fenomeno culturale: secondo uno studio dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico, il 70% degli uomini interpellati condanna la violenza sulle donne, ma si dice “indeciso” su quanta responsabilità possa avere la vittima nello scatenare quella violenza. Sette uomini du dieci cioè, pur condannando le aggressioni, rilevano che potrebbe essere stata la donna oggetto della violenza “ad aver provocato una reazione violenta nell’uomo”. E la stessa altissima percentuale di uomini considera più grave il tradimento dell’uomo rispetto a quello della donna e tende a giudicare negativamente la donna che veste in maniera provocante.
Boldrini, Letta e Lorenzin – Le istituzioni partecipano a diverse iniziative orgnanizzate per cleebrare la giornata mondiale sulla violenza di genere. La presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che assisterà ai monologhi “Ferite a morte” di Serena Dandini. “Servono risorse adeguate per la prevenzione”, ha detto la presidente della Camera. Il presidente dle Consiglio Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa, ha parlato di “cambiamento culturale a 360 gradi”, mentre il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha annunciato un percorso ad hoc nei pronto soccorso per le donne vittime di violenze.
In ricordo delle sorelle Mirabel – La data scelta per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, è in onore delle tre sorelle Mirabel, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana, torturate e uccise nel 1960 dagli agenti del dittatore Rafael Trujillo. Tante le iniziative organizzate in tutte le città italiane.
Contro la violenza sui social – Su twitter sono diversi gli ashtag dedicati alla ricorrenza: #feriteamorte #25Nov #femicide #woundedtodeath.
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