Per sentire…non è mai troppo tardi! La disabilità uditiva nella terza età

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L’udito è importante a tutte le età. Sentire bene in età avanzata aumenta le possibilità di mantenere la propria indipendenza, aiuta il fisico e la mente a rimanere attivi. Se gli apparecchi acustici non sono più sufficienti, un sistema uditivo impiantabile può venire in aiuto per riacquisire l’udito e migliorare la qualità di vita.

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Ognuno di noi ha la necessità di rapportarsi con gli altri per sviluppare sia la propria individualità che il senso di appartenenza ad una comunità. Alla base della comunicazione c’è ovviamente anche la lingua. Per molti individui però, l’udito e la capacità di comunicare si riducono con l’avanzare dell’età.

onu-istituisce-organizzazione-mondiale-sanitaL’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha stimato nel 2014 a livello mondiale 360 milioni di persone affette da una forma di disabilità uditiva, più del 5% della popolazione globale, in particolare nei Paesi industrializzati, in cui i disagi riguardano tra il 50 e il 60% delle persone con più di 70 anni.

In cosa consiste e come si manifesta la diminuzione dell’udito

Il termine medico per indicare la diminuzione di udito nella terza età è presbiacusia, una manifestazione clinica dell’invecchiamento nell’apparato uditivo descritta come bilaterale e progressiva. In linguaggio comune, significa che coinvolge entrambe le orecchie e si estende progressivamente man mano che le cellule pilifere sensoriali dell’orecchio si danneggiano o muoiono. All’inizio si presenta con i suoni ad alta frequenza, rendendo difficile la comprensione di conversazioni che avvengono in ambienti rumorosi, quali bar e ristoranti. Col passare degli anni, l’udito delle persone si deteriora e proprio per questo, sempre più individui in età avanzata iniziano a comunicare meno e a condurre una vita isolata, che può portarli anche alla depressione.

Come la perdita di udito incide sulla qualità della vita

Il livello di udito di una persona ha ovviamente un impatto in ambito sociale. Chi riesce a sentire e comunicare è più indipendente, agile e meglio inserito nella società rispetto a chi presenta un udito danneggiato e difficoltà a seguire conversazioni o utilizzare il telefono.

Negli scorsi anni la ricerca scientifica ha confermato una diretta connessione tra udito e capacità cognitiva: se si concentrano tutti i propri sforzi nella comprensione di un discorso, è difficile avere energie “mentali” per altre attività. Allo stesso tempo, la ricerca è impegnata in analisi per capire se esiste effettivamente una connessione tra la perdita d’udito e la demenza senile.

Sicuramente vi è una correlazione tra udito limitato e cadute accidentali. Gli studi dimostrano che persino una leggera durezza dell’udito può triplicare il rischio di caduta e che semplici attività come camminare e mantenere l’equilibrio richiedono uno sforzo cognitivo. Molte persone nella terza età con problemi d’udito temono di cadere e pertanto si muovono meno, con una riduzione dell’attività fisica e un conseguente aumento del rischio di caduta.

Diversi trattamenti per diverse disabilità uditive

Conseguenze negative a livello fisico e psicologico possono essere ridotte attraverso una corretta valutazione, diagnosi e trattamento di problemi uditivi.

Oggi la medicina è in grado di offrire diverse opzioni efficaci di trattamento per le diverse disabilità uditive. In base al tipo di patologia e alla parte di orecchio colpita, gli esperti distinguono diverse tipologie di disabilità a cui corrispondono specifiche soluzioni, che possono includere: rieducazione comunicativa, dispositivi di supporto all’ascolto, apparecchi acustici, stimolazione combinata elettrica ed acustica (EAS), impianti per l’orecchio medio e impianti cocleari.

Nel caso ad esempio di individui che non possono indossare un apparecchio acustico per motivi medici o sono insoddisfatti del loro utilizzo, il mercato offre l’opzione dell’impianto per l’orecchio medio: una soluzione di impianto innovativa, adatta in caso di perdite uditive di tipo neurosensoriale da lieve a grave o perdite uditive conduttive e di tipo misto, in grado di convertire il suono in vibrazioni per stimolare le strutture vibranti dell’orecchio interno.

Adulti con ipoacusie neurosensoriali gravi o profonde, anche in entrambe le orecchie, possono invece trarre vantaggio da un impianto cocleare, che può aiutarli a sostituire e imitare le funzioni dell’orecchio interno, per riavere accesso a tutti i suoni e acquisire così un’indipendenza fisica e mentale.

Gli impianti cocleari sono utilizzati con successo da più di 30 anni.

Studi dimostrano che l’età di una persona, anche se avanzata, non influenza l’efficacia dell’impianto cocleare: esistono infatti dispositivi specifici per ogni età, anche per chi ha più di 60 anni.

In generale, quanto prima viene eseguita l’operazione, quanto migliori sono i risultati auspicabili. Ottengono infatti i risultati più soddisfacenti con impianto cocleare le persone che non hanno sofferto di disabilità uditiva troppo a lungo prima dell’operazione, che sono mentalmente attive e che si sottopongono a regolare riabilitazione dopo l’impianto.

Dal punto di vista medico, la procedura chirurgica per l’inserimento dell’impianto cocleare è poco invasiva e considerata a basso rischio: viene apportata solo una piccola incisione sulla pelle del paziente, in anestesia totale; le complicazioni sono molto rare e non è previsto alcun limite d’età massima per l’operazione, seppur all’interno dei regolamenti in vigore in ogni singolo Paese.

I tempi di guarigione sono rapidi e dopo 3-5 giorni si può tornare alle attività quotidiane abituali. Tra le quattro e le sei settimane successive all’impianto, un audiologo o altro professionista specializzato programma il processore audio secondo le esigenze uditive del paziente.

Dopo l’inserimento dell’impianto, viene programmato uno specifico programma di riabilitazione a livello sia di linguaggio che di udito con l’aiuto di audiologi e terapisti, fase fondamentale soprattutto nella terza età per poter tornare a comunicare nel modo migliore. La riacquisizione dell’udito prevede un processo di apprendimento, di riattivazione dei processi cognitivi e di riacquisizione delle abilità comunicative. Molti studi dimostrano infatti che un’accurata riabilitazione porta con sé numerosi benefici, tra cui una migliore comprensione del linguaggio degli altri e di ascolto della propria voce, la possibilità di mantenere contatti sociali, utilizzare il telefono e ascoltare la musica, tornando a godere di una buona qualità della vita e a interagire in piena normalità
Per maggiori informazioni sui sistemi uditivi impiantabili e su MED-EL visitare www.medel.it.

Ilaria Carfi

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