La salute mentale dei giovani: è invisibile o visibile realtà?

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Il Governo attuale nel Semestre Italiano di Presidenza del Consiglio d’Europa ha indetto dal 16 al 18 dicembre una Conferenza a Venezia sull’Isola di San Servolo con il tema “ La salute mentale dei giovani. Dalla continuità della psicopatologia alla continuità dell’assistenza e cure” affidando l’organizzazione all’IRCCS ( Istituto Ricovero Cura Carattere Scientifico) Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, un Ente di rilevanza per la prevenzione, diagnosi, cure e riabilitazione del ritardo mentale e delle involuzioni cerebrali .

salutementaleNell’altalenante teatrino della politica ricorre spesso, oggi dicembre 2014, la parola riforma, dove lo Stato Sociale dovrebbe essere presente ed operante verso la moltitudine di sofferenti, specie i malati  psichici, soprattutto verso quella parte dei giovani che il 75% prima dei 25 anni in Italia ed in Europa abusano di sostanze ed alcool e tra i 10 e 24 anni  insorgono malattie inerenti la sfera neurologica.

In particolare la depressione nei giovani, male oscuro che comporta disturbi del tono dell’umore distrugge il morale lo spirito della persona, è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda patologia nel mondo e colpisce in età giovanile tra i 18 anni ed i 30. Il mondo scientifico e sanitario “afferma” che spesso non è facile distinguere la semplice demoralizzazione ad una condizione patologica, ma pare che a ciò vada incontro circa il 15% di uomini ed il 25% le donne. In Italia circa 10 milioni di sofferenti accusano disturbi psichiatrici, il 16% da varie forme di disagio mentale, il 4% di disturbi mentali, mentre il 30% assume psicofarmaci. Secondo gli istituti statistici, quali :

CENSIS il 15% delle famiglie sono colpite in alcuni dei suoi componenti da malattie mentali .

ISTAT ogni anno 235 bambini tra 0-12 anni soffrono di disturbi mentali, dove l’autismo colpisce 2 bambini su 1000, compreso il mutismo.

EURISPES 1 adolescente su 4 fa uso di droghe ed alcoolici .

DATAMEDIA su un campione di 1000 italiani nella fascia tra i 15 ed i 17 anni il 27,5% dichiara di aver esperienze di depressione, il 9% di anoressia e bulimia, il 62,5% dichiara di sentirsi depresso qualche volta, il 2,5% dichiara di fare uso di caffè, droghe leggere, alcool, “elementi” che possono scatenare l’insorgere di malattie maniaco-depressive. Il 44,6% afferma di aver avuto depressione, il 17% tra i 18 e 24 anni, il 36% tra i 24 e 44 anni ed il 40% sopra i 65 anni. Il disagio mentale colpisce circa 80 mila adolescenti.

In Inghilterra 1 ragazzo su 10 fino ai 15 anni presenta problemi mentali : di depressione 1% bambini, 3% gli adolescenti. Presentano fenomeni di autolesionismo l’11% le ragazze, il 3,2% i ragazzi.

Si potrebbe continuare nella enunciazione delle Riviste Medico Scientifiche Italiane ed Europee, ma quelli sommariamente sopra descritti sono dati statistici impressionanti, che ci dovrebbero far riflettere in questi giorni ed in qualsiasi occasione, come quella che avverrà a Venezia, dati poco valutati dalle Istituzioni Italiane che si “preoccupano” solo di enunciare, a parole, approssimate preoccupazioni cariche di eccessivo protagonismo su un “argomento” importante per la pubblica opinione che attende dai responsabili della res pubblica risposte confacenti. Parole che non hanno saputo o voluto interpretare questa realtà mettendo da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con umiltà un po’ di tempo ai problemi connessi con questo popolo di sofferenti.

Nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (24 novembre 2013), Papa Francesco sottolinea con forza che “deplorevolmente persino i diritti umani possono essere utilizzati come giustificazione di una difesa esacerbata dei diritti individuali” che si trasformano in legge del più forte laddove sono calpestati i diritti dei più deboli, siano essi persone, famiglie, popoli o Stati. La Chiesa fa propria “l’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via”. Sull’argomento, il Papa è tornato alcuni giorni fa più volte: il 25 novembre scorso, intervenendo al Parlamento europeo, ha invitato a “non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso “.

Dopo 36 anni dalla promulgazione delle leggi che hanno “ordinato” la chiusura dei “manicomi”, lo Stato ancora oggi non ha prodotto quelle leggi di riforma e non accolte per le loro assoluta priorità, in quanto non è stato sufficiente destituzionalizzare il mondo della sofferenza psichica per una pseudo integrazione nel mondo della società civile, ma che era ed è necessario urgente e non procrastinabile intervenire per restituire il rispetto del diritto, non solo come malato quale “persona”da beneficiare di norme giuridiche ed economiche, ma necessità che non possono essere disconosciute nella realtà quotidiana.

Purtroppo passeranno molti mesi od anni prima di “rivedere” questa situazione, perché le Istituzioni, pare, non sono preoccupate di emanare provvedimenti  legislativi e finanziari volti a sostegno delle famiglie dove insiste un malato mentale.

Ora le Istituzioni si fanno “vive” con una “Conferenza” che seppur valida per le finalità edotte, resta pur sempre un incognita sulla reale conclusione di questo grande, grave ed urgente disagio sociale . Comunque un augurio sincero e di cuore all’IRCCS di Brescia !

Dobbiamo ricordare,soprattutto a coloro che “dicono” di difendere la famiglia, che è anche famiglia quella che continua ad aiutare i propri genitori anziani, soprattutto, a curare i membri familiari handicappati psichici o disabili fisici !

Non ci aspettavamo soluzioni immediate, ma eravamo aperti alla speranza quando invitato, avevo in 9 punti “suggerito” al Governo Berlusconi il 17 marzo 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi una seppur precaria immediata soluzione delle necessità verso i sofferenti psichici, che sostengo tutt’ora con la Petizione del 18 marzo 2013 Petizione 2013 , ivi compresa la prevenzione in età scolare e giovanile .

Alla politica vogliamo dire che non siamo così ingenui da immaginare soluzioni a questa problematica sol perché non sono fatte valere con cortei, bandiere od altre “manifestazioni di piazza”, ma vedere come viene trattato questo disagio sociale con Conferenze, come quella di Venezia o chiacchiere solo in maniera esteriore, ebbene tutto questo suona quale messaggio elettoralistico ed interpretando  l’opinione pubblica la giudica : una politica da strapazzo !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :Andiamo avanti con speranza !

 

Previte

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