Il test dell’udito sui bambini ora è quasi «universale»

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di Ruggiero Corcella

La politica continua a latitare e una legge nazionale ancora non c’è. Grazie all’azione congiunta di genitori e medici lo screening audiologico sui neonati ha però superato la soglia del 90% in Italia. Un traguardo importante, anche se c’è ancora molto da fare per raggiungere quel 95% che trasformerebbe lo screening in «universale».

 

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«Si è passati – spiega Luciano Bubbico, referente dell’Osservatorio disabilità del Dipartimenti di scienze biomediche Isfol-Istituto italiano di medicina sociale – da 156.048 neonati esaminati (29,9%) nel corso del 2003, con 145 Neonatologie attive (23% del totale), a 457.837 neonati attesi nel corso del 2014 (90,9%) sulla base delle 437 Neonatologie che hanno attivato lo screening (88,7% del totale)».

Il risultato

Il risultato è stato raggiunto grazie anche alla tenacia del team di ricerca diretto da Luciano Bubbico, che ha continuato il lavoro di raccolta dei dati tra enormi difficoltà per mancanza di fondi e di personale. Passi da gigante, dunque, ma c’è voluto oltre un decennio. Perché? Il problema – come hanno sottolineato gli specialisti intervenuti al meeting nazionale organizzato a Roma dall’Associazione e dal forum «Affrontiamo la sordità insieme» ( www.asi-onlus.it) – è che in assenza di una normativa nazionale e in presenza di delibere regionali che magari si limitano a «raccomandare» l’esame, tutto si è mosso su base volontaristica. La vera novità, tuttavia, è la rete creata tra i genitori e tra gli stessi specialisti: neonatologi pediatri, otorini e audiologi si parlano e collaborano. «Il forum in questo momento conta circa 4.500 membri: – spiegano Domenico Pinto, presidente dell’Associazione, e Jodi Cutler responsabile del forum – un buon esempio di solidarietà e di volontariato».

http://www.corriere.it/

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