“Follia” passeggera giornaliera? o conseguenza di gravi omissioni delle Istituzioni?

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Quanto andiamo dicendo da moltissimi anni che le Istituzioni sono disinteressate al grave ed urgente disagio sociale costituito dalla “sofferenza mentale, si riconferma quasi sempre con imperterrito silenzio .

follia-da-dipendenza-affettivaQuanto avviene quasi ogni giorno, dove mogli uccidono mariti e viceversa, compagni che uccidono compagne, omicidi o suicidi che avvengono nelle famiglie, è la riconferma indiscutibile di quanto è grave ed urgente è la quotidianità, dove si avvicendano disagi e sofferenze delle persone affette da diminuzioni mentale, dove l’intervento di chi dovrebbe provvedere è quasi sempre assente, dove si discriminano esseri umani .

L’individuo-persona, in condizioni di  una complessa realtà psico-fisica, ha una sua priorità di richiedere il diritto ad avere quell’assistenza sociale e sanitaria, che non possono essere estromessi a causa di una condizione sociale restrittiva.

E’ quello che ha sostenuto, giustamente, il Prof. Basaglia, padre della legge 180, che ha voluto porre fine, alla istituzione manicomiale, sanzionando che il malato di mente è un malato da curare e non da segregare e che il “manicomio” non è una struttura di cura, ma una Istituzione da abbattere.

Che il “manicomio” non sia stato un luogo di cura così come era strutturato l’ospedale psichiatrico è ormai conosciuto da tutti, anche se in atto continua sotto varie forme l’istituzione manicomiale come ad esempio i “residui manicomiali” ospitati nelle aree dei vecchi “manicomi”, i presidii ospedalieri psichiatrici privati, i “reclusi” negli ospedali psichiatrici giudiziari e quelli relegati nelle famiglie .

 

Una vera vergogna, inammissibile per un Paese che pone attenzione e tutela verso gli animali domestici, ponendo l’uomo al di sotto dell’etica civile, del disinteresse, ritenendolo un soggetto di serie inferiore, un oggetto da buttare, un esiliato senza fine, lasciandolo “ marcire” nella solitudine ! L’uomo e l’animale hanno diritto alla vita !

E’ necessario, comunque, valutare che non tutte le colpe devono essere addebitate a quelle “mura manicomiali”, dove le condizioni dei degenti non erano supportate da strutture e da servizi rispondenti alle necessità, ma da chi le gestiva, mentre continue erano le violazioni alle norme ed ai diritti degli stessi “ospiti” perpetrate in maniera persistente ed aggressiva .

Ripensiamo, perché abbiamo visto personalmente all’epoca Cogoleto, Genova-Quarto, Roma-S.Maria della Pietà, dove le condizioni igienico erano alquanto precarie dei degenti, “legati” ai letti di contenzione, “rivestiti” dalle camicie di forza, “immessi” nella promiscuità, “destinatari” di psicofarmaci specie retard, .

Inoltre“sottoposti” all’uso ed abuso della terapia dell’elettroshock, della lobotomia, “dimoranti” nei grandi stanzoni dove erano ammassati, “confortati” dalla musica che fuoriusciva con toni alti dagli altoparlanti e quanto ha imperversato nelle “buie camerette punitive” dove vivevano molte persone in condizioni disumane .

 

“Condizioni” non lontane che avvengono oggi 2014, in ogni dove, anche nelle Case di Riposo e dobbiamo grande riconoscenza alle Forze dell’Ordine se queste “porcherie” vengono a galla !

Poi la legge 180, “voluta” dal Prof. Franco Basaglia, vietò la costruzione di nuovi “manicomi” decretando la progressiva chiusura di quelli esistenti istituendo, pochi Reparti di Psichiatria all’interno degli Ospedali Generali, prevedendo ricoveri coatti solo per i casi eccezionali e per periodi minimi previsti dalla legge (7gg.) ed avviando i Servizi di Salute Mentale alternativi al “manicomio”.

Una svolta storica, quella compiuta dal Basaglia che riconosciamo giusta, umana, civile, ma insufficiente a cancellare l’attribuzione della pericolosità del “pazzo”, del “mentecatto”, del “matto” e del suo internamento, con la convinzione del suo recupero (?) sociale ! Petizionne 2013

Fino a quel momento si era verificato un fatto d’inciviltà, di repressione, di segregazione, un periodo nero e buio della storia sociale italiana e della medicina psichiatrica che vogliamo che si esaurisca per sempre !

Poi umanizzando la metodologia e sostituendo alla gestione “violenta” quella di una legge più “confacente” a riconoscere al “soggetto malato” diritti umanitari, questa “legge” è rimasta priva del Regolamento d’Applicazione .

 

Ma c’è da domandarsi, a fronte di quanti “esaltano quella legge” :

1.)     perché nessuno ha ricercato le responsabilità di quelle drammatiche ed incivili situazioni ?

2.)  perché nessuno, ancora oggi interviene a far luce su quei “periodi ”in cui vivevano, o vivono tutt’ora persone negli ospedali psichiatrici privati ed in quelli giudiziari ;

3.)    perché poche voci si levano a difesa di questi “cenerentoli della sanità” o “desaparecidos della nostra civiltà” che continuano ad essere ignorati ?

4.)   perché il “problema” è ritenuto esautorato dalle Istituzioni ?

5.)    perché “quanti” dovrebbero rappresentare le necessità di questi sofferenti e delle loro famiglie tacciono ? (forse… come nella celebre canzone : “finché la barca và ” lasciala andare ! ).

Abbiamo sempre espresso perplessità sulla immediatezza della chiusura degli ex-ospedali psichiatrici, stranamente “aperti” ancora oggi le cliniche private, mentre per i OPG resta mancata l’adeguamento alla normativa civile, “istituzione” in contrasto con la legge 180 e addirittura con i dettami costituzionali , senza provvedere ad attuare adeguate strutture intermedie ed alternative limitandosi ad offrire soluzioni precarie in quasi tutte le Regioni e rinviata la chiusura al marzo 2015 ! .

 

Bisogna riconoscere che le Opere Caritative Cattoliche, (tipo don Orione, don Guanella, Camilliani od altro ) non proprio specificatamente “attrezzati” hanno accolto parte dei dismittendi e quelli odierni, alcuni sono rientrati nelle famiglie d’origine, altri sono stati “scaraventati” nelle strade, altri sono morti perché non sopportavano il loro nuovo status vivendi, mentre nelle altre famiglie sono rimasti quelli estromessi dalla legge basaglia .  Che non ritornino più quei bui periodi della storia italiana !

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza !

Previte

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