Ma si ha diritto alla vita?

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Dopo un “volo” di 28 metri, dall’ottavo piano di uno stabile, Paola Saporosi di 64 anni è morta uccisa dal figlio il 24 febbraio u.s. a Conegliano Veneto in provincia di Treviso:

salutementaleQuel gesto omicida da parte di un figlio verso la madre, non ci sorprende e nemmeno le annunciate “mattanze” di questi gesti , ma ci meraviglia il silenzio delle Istituzioni verso una mancata soluzione del “bubbone malattia mentale”.

Quella “nebbia della depressione”, che ha colpito ed è caduta in maniera notevole ed ha coinvolto l’anima di quel figlio, non è la sottile malinconia o tristezza, ma una malattia come le altre che va curata con prontezza e senza vergogna, perché è molto chiara la motivazione di quel gesto .

Ci si domanda : queste forme di mancato riconoscimento di malato mentale, fatto salvo il caso in esame, dove possono essere curate se sono carenti le strutture necessarie ?.

Questo “andazzo” rischia di traghettare il n/s Paese e quello che è più grave i giovani e gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale che considera a volte, la persona proprio “un oggetto da buttare”.

Una considerazione sorge spontanea : quale valore viene attribuito alla vita umana , visto che a volte , come nel caso in esame , occorre garantire la sicurezza dal folle gesto , anziché la libertà del gesto.

E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita ( no alla guerra , no alla pena di morte, no al terrorismo ) la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere” , come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica” (la malattia mentale) ne hanno fatto da tempo , 35 anni , un totale disinteresse!

Previte

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