Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Se ne parla troppo (poco), risolvendo poco e (niente!)

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A margine del Convegno Seraphicum – Sala Giovanni Duns Pontificia Facoltà di Teologia San Bonaventura .

Fin dal lontano 1994 ( vedere SIR n.36 pag. 6 del 13 maggio 1994) le n/s perplessità sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) sono state sempre notevoli, in quanto con le leggi 180 e 833 ( quelle leggi che hanno chiuso i manicomi) tutte le strutture ospedaliere psichiatriche dovevano chiudere .

medico_1Il 28 luglio 2011 abbiamo appreso dalla stampa che il Servizio Sanitario Nazionale ha scoperto” che gli OPG erano ancora in “vita” disponendo un accertamento di verifica, ma non “ricordando” che l’assidua apertura vigeva da ben 33 anni e questi “lager” non solo contrastano con la legge 180 e 833/1987, ma configgono addirittura con i dettami della Carta Costituzionale e con il Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 ..

“Il decreto-legge ( 21 marzo 2013 lettera b “ Interventi Sanitari) con cui il Ministro della Salute aveva proposto al Consiglio dei Ministri la proroga di chiusura al 1° aprile 2014 degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), in attesa che le Regioni realizzano le strutture di ricettività dei ‘malati-reclusi’, ha prodotto una intensa ribellione nelle famiglie dei ‘degenti’ e nell’opinione pubblica,ritenendo quasi un anticipato triste “ pesce d’aprile” .

Lo abbiamo reso pubblico con una n/s riflessione ripresa dal SIR ( Quotidiano 25 marzo 2013), dove la famiglia dei detenuti in Ospedali Psichiatrici Giudiziari è turbata, indignata, preoccupata per questa decisione, mentre rimangono inutilizzati, almeno al momento, i 272 milioni di euro stanziati per la costruzione di nuove strutture ricettive di tali malati, al posto dei vecchi Opg.

 

Ripeto quello che avevo rilevato allora, ed ancora oggi 2013 confermo che é molto strano il mancato “passaggio” delle mansioni dall’amministrazione penitenziaria al ministero della Salute, evidenziando le difficoltà per la presa in carico di tali pazienti dal sistema giudiziario a quello sanitario regionale, citando quanto aveva detto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano : “È inaccettabile e intollerabile per un paese che si definisce appena civile consentire che queste strutture restino aperte anche solo un giorno in più”. Parole cadute nel nulla !

Ricordo e ripeto che a seguito di disposizioni di chiusura degli ex-ospedali psichiatrici in esecuzione della legge 13 maggio 1978 n.180 ed i provvedimenti successivi previsti dalla legge 23 dicembre 1978 n.833, dalla legge 23 dicembre 1994 n.724, dalla legge 23 dicembre 1996 n.662 e di ulteriore proroghe sul definitivo smantellamento degli O.P., vi sono compresi quelli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che si sono “scoperti”, ma che erano e sono tutt’ora considerati strutture poco confacenti all’infermo, ancora oggi 2013, sottoposti sotto le competenze del Ministero di Grazie e Giustizia.

Quell‘annuncio dato dai TG dell’epoca ci ha sorpreso e nel contempo ha umiliato quanti hanno da moltissimo tempo, con Documenti Ufficiali, denunciato e che in maniera vergognosa e pesantemente inopportuna viene definito da parte del Servizio Sanitario Nazionale scandalosa la loro apertura.

Ma ci domandiamo : dove è stata fin oggi la politica e le Istituzioni ?

La Petizione da me inoltrata il 15 aprile 2008 ( n.5 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità  del Senato della Repubblica, annunciata in Aula il 28 maggio 2008 prot.n.231/s; e n.9 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, annunciata in Aula il 27 maggio 2009 prot. N.2008/0015270/GEN/TN), di riforma della legge 180 e 833/1978, al punto 10° richiede una definitiva progettazione per gli ospedali psichiatrici giudiziari, adeguando la normativa penale a quella civile, in quanto le due leggi non hanno “distinto” il malato mentale responsabile di atti criminosi da quello relativamente innocuo.

Altra Petizione inoltrata il 7 ottobre 1998 da me al Parlamento Italiano (assegnata col n.520 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.714 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati) trattava dello stesso “argomento” che è stata posta in risalto nella rete nazionale da parte della RAI con la rubrica “Presa diretta” ( che non ho visto) scaturita da una inchiesta esplicata dal Senatore Ignazio Marino, oggi Sindaco di Roma ..

Infine con l’ultima Petizione che risale al 18 marzo 2013 assegnata col n.307 e 308 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n. 31 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati riconfermiamo il tutto.

Quello che è più strano, a parte il largo tempo trascorso dalla chiusura di tutti i “manicomi” nonostante che tale chiusura fosse già prevista dalla legge 180, è il percorso per arrivare alla presa in carico sul territorio dei pazienti psichiatrici provenienti dagli ospedali psichiatrici privati dato che sia una difficoltà da parte delle Regioni a reperire il personale e a rendere disponibili le più moderne strutture residenziali, mentre “scoperta delle scoperte” alcuni si sono accorti che gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono ancora aperti.

Il “richiamo” a quelle “strutture , da molto tempo da me evidenziato e lo è stato ancora di più quando sono venuto a conoscenza che con una severa Relazione dal dr.Alvaro Gil-Robles ” Commissario Europeo per i diritti umani” (10/17 giugno 2005 Strasburgo 14 dicembre 2005 Comm.DH-2005) lo stesso dichiarava di “accertare che il mantenimento dei malati detenuti nelle strutture degli OPG non sia legato alla mancanza di posti disponibili all’eterno”.

Non sono mai stati risolti, ripeto, con modalità urgenti la riconversione dell’OPG, dall’Amministrazione Penitenziaria a quella Sanitaria, cioè sotto la direzione del Dipartimento di Salute Mentale, da nessuno Governo.

Infatti con il 31.12.1996 il Ministro della Sanità in attuazione dell’art.3 comma 5 della legge 23.12.1994 n.724 e dell’art.1 commi 20 e 21 della legge 23.12.1996 n.662 faceva obbligo alle Regioni di provvedere alla definitiva chiusura di tutti i residui psichiatrici, quindi anche quelli giudiziari in atto, 2013, ancora aperti ..

Nessuna legge successiva ha previsto la chiusura degli OPG , né dalle norme di riordino delle carceri.

Si è parlato in passato di istituire nelle carceri comuni sezioni ospedaliere per questi “malati”, ma tutto è rimasto alle sole dichiarazioni dell’ex Ministro della Sanità Rosy Bindi che disse ”Per quanto riguarda i manicomi giudiziari, ho già affrontato il tema con il Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick e un gruppo di lavoro tra i due Ministeri metterà a punto una proposta”( testo integrale dal Settimanale “Il nostro tempo” di Torino domenica 29 dicembre 1996 anno 51 numero 48). Ma in proposito, cosa è stato fatto ?

Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in numero di 6 con un numero molto elevato di detenuti-pazienti sono ubicati  ad : Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione dello Stiviere, Montelupo Fiorentino, Napoli, Reggio Emilia e dovevano essere chiusi definitivamente entro il 31 marzo 2013 ..

Alcuni detenuti sono riusciti a passare dall’internamento in OPG all’inserimento in luoghi di cura, grazie alla Sentenza della Corte Costituzionale n.253 del 2003 in cui viene dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 222 del Codice Penale, nella parte in cui non consente al Giudice di adottare in luogo di ricovero in OPG una diversa misura di sicurezza prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte ai rischi derivanti dalla sua pericolosità . Quindi necessità di adottare strutture che sappiano dare sicurezza e curare il “malato”.

Abbiano richiesto, ottenendo nessun risultato, all’ora Senatore Ignazio Marino, “Presidente della Commissione Parlamentare per il Servizio Sanitario Nazionale” ed all’Onorevole Leo Luca Orlando “Presidente della Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità, quando potevano rispondere sul “budget del ricoverato”, malgrado urgentissime sollecitazioni da me proposto con la Petizione n.911 al Senato e n. 787 alla Camera dei Deputati . budget del ricoverato .

Desidero ricordare ai Signori nuovi Presidenti di quelle Commissioni ( ne cambiano tutti i giorni ! ) che, pare, che si vada uniformando il “budget del ricoverato”, vale a dire che superato l’intervento finanziario predisposto dal Servizio Sanitario Nazionale il paziente, in qualunque condizione di salute si trova, viene dimesso dalla struttura ospedaliera, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale od in età avanzata, come, ripeto pare, avvenga nelle corsie ospedaliere italiane.

Anche questo è uno squarcio sconvolgente nell’inferno dei dimenticati, ( come l’ho definito da tempo !) , però “ bisogna dare a Dio quel che è di Dio a Cesare quello che è di Cesare !.“ ( Matteo 22,21)

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II° : Andiamo avanti con speranza !

Previte

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