Shock a Bari, paziente uccide una psichiatra

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In relazione a quanto è accaduto questa mattina, 4 settembre 2013, a Bari al SIM ( Servizio Igiene Mentale) dove è stata uccisa la psichiatra Paola Labiola, dopo una aggressione, come comunicano i mass media da parte di un paziente che l’ha colpita con circa 40 colpi di coltello, si ritiene che la situazione dei servizi pubblici riabilitativi evidenzia la costante necessità, oltrechè della sicurezza di quanti lavorano, di ulteriori servizi ancora disattesi, con particolare riferimento ad alcune specifiche categorie di disabilità psichica cronica o temporanea, nonché della sindrome da Burnout conseguenza di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni di aiuto, di affaticamento .

2131Ancora sono insistenti larghe fasce di necessità che risultano effettuate in maniera parziale, come patologie derivanti da danni neurologici o ritardi mentali più o meno gravi, da stress, ansia, depressione, epilessia e da problematiche relative per l’età evolutiva, dove sarebbe opportuno valutare che sono impellenti :

a.)   strutture residenziali ad hoc una per Regione per pazienti gravi ;

b.)   strutture residenziali aperte 24 ore su 24 ;

c.)   protezione ed appoggio alle famiglie ;

d.)   funzionamento delle strutture all’interno degli ospedali .

Sarebbe opportuna, invece di inutili litigiosità politiche, nonché necessaria una legge-quadro nazionale, richiesta da noi inoltrata con Petizione ai Consessi Parlamentari, intesa a mettere in condizioni le singole Regioni a legiferare in maniera omogenea ai sensi dell’art.117 della Costituzione, onde tutelare la salute delle persone colpite da disturbi psichiatrici , garantire la sicurezza degli “addetti ai lavori” e quella di tutti i cittadini.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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