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Mi chiamo Croce Guarneri, agrigentino di nascita ma milanese d’adozione, e sono sordo dall’età di un anno. Solitudine e silenzio sono stati una costante nella mia vita quotidiana di studente e lavoratore durante la pandemia del Covid-19.

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da Cruz

Alla fine però è arrivato il grande giorno, ho raggiunto il mio importante traguardo con impegno, sofferenza e perseveranza. Mi sono laureato con una tesi intitolata “Il Packaging come driver emozionale: lo sviluppo di un nuovo brand e del suo Eco-Packaging”, discutendo la tesi in presenza in NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ottenendo il diploma di Laurea in Comunicazione e Pubblicità con voto finale 110/110. Una tesi sofferta, ma in cui ho parlato con passione di qualcosa in cui credo: la sostenibilità dei packaging alimentari e, nella fattispecie, degli integratori alimentari.

Mi sono laureato ai tempi di Covid, utilizzando per mesi, sin dal Marzo 2020, la didattica a distanza. Fino a quel momento ero riuscito, seppur con fatica, a stare al passo, seguendo le lezioni, ma basandomi molto sul materiale scritto fornito dai professori, sulle slide, sui libri di testo, ero addirittura riuscito a vincere una borsa di studio nel primo anno: l’arrivo della pandemia mi ha stravolto completamente. Ho fatto molta a fatica seguire le lezioni in web cam, dove era quasi impossibile leggere il labiale, così sono stato costretto a ricorrere all’aiuto di un sostegno. Fissavo gli appuntamenti con i docenti in chat e comunicavo via email per chiarire ogni dubbio. Non avevo la possibilità di leggere con i sottotitoli nemmeno quando registravano le lezioni online perché i programmi compatibili erano decisamente poco precisi, ero obbligato a riguardare più volte e anche a chiedere aiuto in piena ansia e in uno stato di depressione psicologica. Il traguardo così vicino si è improvvisamente allontanato. Questa vuol essere dunque una riflessione su quanto il lockdown ci abbia posto di fronte alla sfida di utilizzare conoscenze vecchie per rispondere a esigenze nuove, a inventare una fisicità diversa da quella che abbiamo sempre conosciuto, a costruire una nuova normalità nell’era digitale. Una riflessione su quanto il mondo universitario sia ancora lontano dall’essere totalmente inclusivo. Ancora tutt’oggi lotto e ribadisco a tutte le università di adottare altre funzionalità, soprattutto con i sottotitoli in tempo reale, per andare incontro ad altri studenti, sperando che casi simili a questa pandemia non si ripetano, ma accettando il fatto che frequentare l’università solo con gli occhi è davvero complicato. Eppure le soluzioni esistono e non sono nemmeno così complicate da adottare: la Smart board, la lavagna intelligente, è presente in pochissime scuole inferiori e superiori. Associando i cellulari dei presenti, sarebbe possibile catturare la voce di chi parla e trasmetterla per iscritto sulla lavagna in tempo reale, risolvendo più di un problema in un colpo solo: comprendere la lezione del professore, rendere tutti gli studenti non udenti partecipi di discorsi collettivi, aiutare a prendere appunti (sarebbe altrimenti poco pratico se non impossibile scrivere mentre si cerca di decifrare il labiale). Non bisogna dimenticare che i non udenti rappresentano il 5% della popolazione mondiale.

Spero che la mia presenza in università sia stata una lezione durante la lezione e che molti abbiano imparato che non basta la buona volontà, che pure c’è stata, per aiutare chi ha esigenze come la mia, ma serve un cambio di passo da parte di tutto il mondo universitario italiano. Ad ogni modo non posso che ringraziare la NABA, che mi ha sostenuto e mi è venuta incontro il più possibile, con pazienza e gentilezza. Giungere alla conclusione nonostante tutte le difficoltà è per me una grandissima soddisfazione e gratificazione, è stato un grosso cambiamento da affrontare e sono riuscito a raggiungere un grande traguardo, il più importante della mia vita, con un’esperienza che mi ha pure insegnato a conoscere ancora di più me stesso. Sono orgoglioso anche di essere riuscito a laurearmi nei tempi giusti, contando che sto ancora vivendo all’interno di una pandemia. Ora mi auguro di trovare un altro lavoro e un futuro migliore, sono neolaureato e molto fiducioso.

 

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