Luigi, il bomber sordo. Ma la porta la “sente”

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Correre dietro a un pallone, calciare in porta per gonfiare la rete, ma una persona sorda può giocare in una squadra? Chissà in quanti si saranno posti questa domanda e la risposta è sì. C’è chi addirittura è riuscito a militare in Serie A come l’ala dell’Ambrosiana Inter Ugo Magnetto che il 14 giugno del 1931 scese in campo contro la Lazio, entrando così nella storia per esser stato l’unico calciatore sordomuto ad aver giocato almeno una gara nel massimo campionato.

21 febbraio 2017

Autentico record quello di Magnetto e così ecco spuntare un suo degno successore: Luigi Cigna, muratore di professione e attaccante militante in Prima categoria nell’Esperanza. Qui infatti il venticinquenne Cigna, originario di Ciriè, è approdato la scorsa estate dal San Maurizio e con i gialloblù è già riuscito ad andare a segno dieci volte in appena tredici partite.

SOGNO AZZURRO. Una vera e propria passione il calcio come ammesso dallo stesso bomber ciriacese: «Per me il calcio non è solo uno sport, un passatempo o semplicemente un gioco. È uno stile di vita, la mia passione più grande e senza di esso non riuscirei a vivere». Come se non bastasse per Cigna a giugno del 2016 è arrivata la convocazione nella Nazionale italiana per partecipare al Mondiale di calcio per sordi con tanto di gol il 27 dello stesso mese contro l’Iraq. E alla domanda se mai la sordità fosse stato un ostacolo non solo all’integrazione, ma anche per giocare a calcio ecco che cosa ha risposto il numero 10 dell’Esperanza: «Quando ero più piccolo sì perché comunque è una diversità e come tale viene vista dalla gente in malo modo. Crescendo però è stata una cosa positiva perché mi ha dato lo stimolo di poter crescere e diventare quello che sono, da quando poi mi sono messo sotto a fare palestra mi guardano con occhi diversi, ma non per la mia sordità bensì per il mio fisico. In ambito calcistico purtroppo sì, è stato un vero e proprio ostacolo anche per la mia carriera perché credo che se fossi stato “normale” ora giocherei a livelli molto più alti».

E QUELLO BIANCONERO. E in passato per Cigna la grande opportunità è arrivata: a farsi avanti infatti fu la Juventus, ma la cosa non andò in porto dato che i bianconeri non se la sentirono di far scendere in campo un giocatore con gli apparecchi acustici. «A quest’ora chissà… magari giocavo ancora là» scherza tra riso e nostalgia Luigi che con un sorriso ci saluta dicendo: «Hai mai visto qualche sordo giocare in serie A o nella Liga o nella Premier e via dicendo? Io no. Detto ciò, giocare e comunicare in campo non è una cosa facile come lo è per un udente, ma a me non serve comunicare mentre sto correndo verso la porta per segnare». In bocca al lupo Luigi.

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