Sordo da bambino riesce a diventare campione di calcio

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IL PERSONAGGIO. Mauro Grotto ha 29 anni
Questa sera alle 18 in municipio sarà premiato con altri sportivi
 
Mauro Grotto

Diventare sordo a nove anni è stato un trauma. A scuola pensavano che fosse disobbediente e menefreghista, in realtà non ci sentiva. Solo un po’ alla volta ha preso coscienza dell’insorgere della sua sordità. Oggi Mauro Grotto, scledense di 29 anni, è un pluripremiato campione di calcio. «A scuola – racconta – gli insegnanti mi davano le note perché secondo loro non li ascoltavo e non seguivo. Ma io non mi accorgevo di non sentire». Grotto ha faticato ma è riuscito a raggiungere tanti obiettivi: il diploma, l’assunzione in una ditta e, nel calcio, tanti trofei.

Stasera alle 18 in municipio sarà premiato dal sindaco Luigi Dalla Via e dall’assessore Gabriele Terragin, insieme ad altri sportivi. Gioca nel campionato della Federazione sport sordi Italia, sia nelle squadre a 11 che a 5 giocatori. Ha vinto sette scudetti e con la sua ultima squadra, il Siena, ha fatto la “tripleta”: vincere nello stesso anno campionato, Coppa Italia e Supercoppa. Un’impresa mai riuscita a nessun’altra società, e lui ha vinto anche il premio come miglior giocatore. «Una soddisfazione enorme – confessa – perchè il calcio è la mia passione, è l’ambito che mi fa sentire forte e uguale agli altri». Grotto partecipa anche al campionato Figc nelle fila del New Team di S.Trinità, terza categoria. «Il calcio dei sordi – spiega – ha le stesse regole del calcio internazionale. La differenza sta nel fatto che l’arbitro usa la bandierina colorata. Anche il tifo è presente: i supporter riescono a trasmetterci sostegno attraverso gli striscioni e i gesti». M.T
 
 
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