La storia di Nerino il trovatello cieco

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Quando se lo è trovato davanti, con la testa ciondolante e gli occhi gonfi, si è subito commosso. E, prima di tutto, ha deciso di dargli crocchette e acqua. Ma l’animale, completamente privo di forze, ha preferito stendersi sotto una tettoia, al riparo dall’umido. E si è addormentato profondamente, tanto che il padrone di casa ha temuto il peggio.

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Nerino, il cane cieco salvato dai volontari

È commovente la storia di Nerino, un cane meticcio dalle fattezze simili a un labrador, che nella tarda mattina dell’1 dicembre è finito a casa di un uomo che abita sulla strada tra Le Badie e Castellina Marittima. «Ero fuori che sistemavo – racconta Mauro Morelli – e ad un certo punto ho visto all’esterno un cane. Sul momento non ci ho fatto caso, ma poi me lo sono trovato davanti. Tra l’altro non so come sia arrivato nella corte di casa mia, dato che i cancelli erano chiusi. Forse è passato attraverso una siepe di canne intorno al giardino». Morelli si è subito reso conto che il cane non stava bene. «Ho provato a chiamarlo – racconta – e non rispondeva, ho pensato che fosse sordo. E comunque aveva gli occhi gonfi, forse era cieco o lo avevano picchiato». L’uomo si è avvicinato all’animale e gli ha dato qualcosa da mangiare. «Ma lui si è buttato a terra – dice ancora Morelli – e ha dormito. Nel frattempo mi sono informato su quello che potevo fare per aiutare l’animale, che aveva un collare di gomma bianca».

Morelli ha chiamato i vigili di Castellina, che hanno contattato il nucleo cinofilo della Protezione civile della Pubblica assistenza di Rosignano. Così nel pomeriggio a casa di Morelli sono arrivati Sara, Simone e Alessandro, tre volontari della Pubblica assistenza, che con tutto l’amore possibile hanno prelevato il cane così da portarlo a fare le visite necessarie. «Non è chiaro – racconta Sara – cosa sia successo a questo cane, che non dovrebbe essere molto vecchio. Ha gli occhi gonfi e forse è cieco, perché non reagisce normalmente». «Deve essere un cane tenuto male – prosegue Alessandro – anche perché ha le unghie lunghe, significa che non vive allo stato libero».
I tre volontari, commossi, hanno anche dato un nome al piccolo trovatello. «Lo abbiamo chiamato Nerino – dicono – perché ha il manto nero e non è di grossa taglia», dicono i tre volontari mentre fuori dallo studio veterinario Melosi, attendono che il cane sia sottoposto alle visite necessarie. I veterinari, che non confermano i maltrattamenti ma semmai l’incuria verso l’animale, hanno appurato che Nerino è cieco, e aveva lesioni sulla pelle del dorso. Il trovatello adesso è al canile alla California, in attesa che qualcuno decida di adottarlo

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