Bambini e animali: quando l’handicap fa nascere un sogno

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Ieri su Twitter è apparso un pensiero: «Gesù avrebbe dovuto dire: ama il prossimo tuo come un gattino».

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Si potrebbe recriminare che la frase sia irrispettosa, eppure se l’amore è universale, ed è tanto più vero quanto più sente che ogni creatura è legata all’altra da un vincolo d’affetto, fa capire che il nostro essere diventa pieno quanto più si svuota da pregiudizi.

Dodici anni fa cominciò così per Luca Scanavacca, istruttore cinofilo, il seme di un progetto, «Semplicemente sordo», un innovativo approccio all’educazione di cani, cavalli e umani che nascono con una disabilità. Due anni fa è uscito il libro, con lo stesso titolo, e un’associazione omonima, per ora con sede nei dintorni di Milano ma prossimamente a Novara, dove Scanavacca ha trovato uno spazio adeguato al lavoro che oggi l’associazione si trova a compiere su coloro che nascono diversi.

«Sono partito da due principi base: noi non siamo i proprietari dell’Universo e soprattutto per avvicinarci al prossimo, che sia un bimbo, un cane o un cavallo, dobbiamo completamente perdere il vizio di giudicarci e di giudicare gli altri a priori. Il giudizio è una grande malattia dell’uomo contemporaneo». L’equipe è composta da altre quattro persone: Anna Emanuelli, insegnante di sostegno, Monica Consuelo Monti, Sabrina Santomauro, Federica Massari. I passi compiuti per entrare in comunicazione con un cagnolino o un puledro sordi dalla nascita si sono rivelati efficaci anche sui cuccioli d’uomo, e viceversa, non solo, ma animali e bambini disabili, una volta che entrano in comunicazione, si aiutano a vicenda.

«Bisogna partire dal concetto che non esiste un metodo educativo; tutta la nostra attenzione deve spostarsi solo su chi stiamo osservando per metterci in una totale predisposizione d’ascolto e d’apertura». Attualmente l’associazione «Sempliceente sordo» si sta prendendo cura di sette animali e di alcuni bimbi. «Vivo insieme a oche, galline, caprette, cani. Appena mi sveglio il mattino, passo almeno un quarto d’ora ad osservare come tra loro non esista il concetto di diversità né di specie né di individuo, spontaneamente si mettono in comunione. Questo ci aiuta a sentire in modo diverso il nostro concetto di famiglia, mettendo in crisi due istinti negativi: il senso del possesso e la gelosia».

Da Scanavacca si presentano anche manager con problemi di stress. «Vengono qui e mi portano titoli, lauree, diplomi e io dico subito: «Ok, questo è ciò che hai fatto, ma tu chi sei?». Restano muti e non sanno rispondere». Il progetto «Semplicemente Sordo» non è una summa di principi, ma una nuova visione dell’essere, sia esso umano o animale, tenendo presente come uomini e animali siano nati per integrarsi, aiutarsi a vicenda, e una cosa fondamentale: un cane, un gatto o un cavallo che ti stanno vicini ti offrono sempre il meglio di sè. «Sordità», «cecità»: due parole che dicono a tutti noi quanto siamo sempre sordi e ciechi alla bellezza che abbiamo davanti.

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