La forza di Angel, cagnolino sordo e campione di agility dog

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Il border collie di tre anni ha perso improvvisamente l’udito. L’handicap, però, non ha fermato né lui né la sua padroncina Asia e assieme hanno conquistato il podio di una finale nazionale

arielLa storia di Angel è una di quelle che stringono il cuore. È un border collie di tre anni che insieme alla sua padrona Asia partecipa alle gare di agility dog. La disciplina a tempo è ispirata alle gare ippiche e prevede un percorso a ostacoli nel quale il cane deve affrontare delle difficoltà evitando di incappare in penalità.

Il problema è che da un giorno all’altro Angel è diventato sordo e non è quindi più stato in grado di sentire i comandi impartiti dalla sua conduttrice. L’handicap non ha però fermato né lui, né Asia. Dopo un primo momento di smarrimento, non solo hanno trovato il modo per continuare l’attività, sono addirittura riusciti a salire sul podio di una finale nazionale.

Tutto ha avuto inizio il giorno dell’Epifania. «La sera ci siamo accorti che c’era qualcosa che non andava perché non voleva uscire di casa – ricorda Asia Scapicchio -. Il giorno seguente lo ha passato a dormire ed era strano perché è un cane attivo. Lo chiamavamo ma non rispondeva. Abbiamo provato anche a battergli le mani vicino alle orecchie ma non reagiva. Dopo averlo portato dal veterinario, lunedì scorso siamo andati a Bologna per sottoporlo a una risonanza magnetica, ma non è emerso nulla. Poi abbiamo eseguito un altro test specifico per l’udito. A 90 decibel, l’equivalente di un urlo di una persona, non sente niente. Qualche reazione c’è stata solo a 130 db, ma minima».

Dopo essersi accorta del problema, Asia aveva sospeso gli allenamenti al campo Cinofiliamo della Mainizza, domenica però c’era a Modena la prima gara della finale nazionale del campionato Csen per il quale la coppia si era precedentemente qualificata: «Visto che l’avevamo conquistata, abbiamo deciso di andarci lo stesso, tanto per partecipare. Per guidarlo ho pensato di usare il movimento del corpo e i segnali visivi. È un po’ difficile perché la voce serve anche per dare la carica, ma ha funzionato», ricorda la 17enne isontina che mai si sarebbe aspettata di ottenere addirittura il terzo posto nella combinata.

Nel primo giro Angel ha chiuso quinto nonostante la penalità rimediata nello slalom: «Arrivavamo da un salto. C’era da fare un giro di 180 gradi e non mi ha vista, così abbiamo preso una penalità», racconta Asia. Il secondo giro Angel ha invece centrato un percorso netto, nonostante la precisione, a causa del tempo, la performance gli è valsa soltanto il sesto posto di manche. In ogni caso il risultato gli ha comunque permesso di salire su quel podio di combinata che nessuno alla vigilia avrebbe neppure potuto ipotizzare. Visto quello che i due hanno fatto senza allenamento, chissà ora cosa potrebbero fare. La seconda finale si terrà a Roma il 15-16 febbraio e chissà che la coppia non possa addirittura strappare una medaglia.

Stefano Bizzi

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