Cieco e sordo il cane incaprettato Riconosciuto: «Era di mia madre»

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Quingentole. La telefonata ieri mattina alle guardie dell’Anpana: «Scomparso ai primi di dicembre». Il meticcio, simile a un volpino, era stato rinvenuto in riva al Po con zampe e collo legati con una corda

di Roberto Bo

canelegateRiconosciuta dalla fotografia pubblicata dalla Gazzetta di Mantova. «È la cagnetta di mia madre, era scomparsa all’inizio di dicembre da Villa Poma e non sapevamo più che fine avesse fatto. Sono sicuro, è lei, ma non ce la faccio ad andare al canile di Pegognaga, ho paura di dare un grosso dispiacere a mia mamma, che è molto anziana. Come faccio a sapere che è la nostra cagnolina? Beh, è facile, aveva 17 anni ed era sorda e mezza cieca».

E la conferma che il meticcio simile a un volpino trovato morto in riva al Po a Sabbioncello di Quingentole incaprettato con zampe e collo legati con una corda aveva problemi di vista arriva anche dal veterinario che sabato pomeriggio era stato chiamato dopo il rinvenimento della carcassa dell’animale.

La telefonata alle guardie ecozoofile dell’Anpana, che stanno indagando sull’episodio, è arrivata ieri mattina poco dopo le 10. Al telefono un uomo che ha subito detto di aver riconosciuto la sua cagnetta dalla fotografia pubblicata dalla Gazzetta .

«Il tatuaggio ce l’aveva – ha raccontato – ma forse con il tempo è andato via». Poco prima il figlio della padrona del volpino aveva inviato un messaggio sul sito del nostro giornale per avere maggiori informazioni sul ritrovamento avvenuto sabato pomeriggio.

Ora le guardie dell’Anpana dovranno sentire l’uomo per ricostruire esattamente da quanto tempo l’animale era scomparso e in quali circostanze. Si dovrà anche appurare se il proprietario del meticcio aveva sporto denuncia di smarrimento. «Era sparita ai primi di dicembre – racconta ancora il figlio della padrona del volpino – e abbiamo fatto di tutto per cercarla, anche facendo appelli, ma non abbiamo più saputo nulla».

Il ritrovamento della carcassa è avvenuto sabato pomeriggio in riva al Po, giù dall’argine di Sabbioncello. Ad avvistare la cagnetta sotto una catasta di rami trasportati dal fiume sono stati un uomo e una ragazza che stavano portando a spasso i loro cani. Quest’ultima ha subito chiamato un amico che è in contatto con l’Anpana. La cagnetta era incaprettata, con zampe e collo legati con una corda bianca. Morta da alcuni giorni, «non da tanto – aveva precisato il veterinario dell’Asl – perché ancora in discreto stato di conservazione». Intanto per tutta la giornata di ieri il popolo dei social network si è sfogato su internet puntando il dito contro chi potrebbe aver commesso una barbarie simile.

L’ipotesi è infatti quella che chi si è voluto sbarazzare del cane lo abbia prima legato e poi lanciato dall’argine di Sabbioncello. Non c’è alcuna certezza che l’animale fosse ancora vivo.

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