Basta con i pregiudizi: arriva il “Gatto Nero Day”

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Il 17 novembre di tre anni fa nacque il Movimento per la riabilitazione sociale di questo tipo di micio, ingiustamente discriminato per secoli

gattoday«C’era un gatto di nome Crazy Christian che non visse abbastanza per l’amore. Era un tipo allegro, giovane e carino. E conosceva tutti i segreti della vita. Arrivava sempre in orario a colazione. Si strusciava contro i tuoi piedi. O rincorreva la palla. Era più veloce di un pony da polo. Non si preoccupava mai di niente, la sua coda era una piuma che si strusciava con lui. Era nero come la notte e veloce. Come la luce. Cosicché i gatti cattivi lo uccisero in autunno».

Si intitola “I gatti della finca vigia” ed è una poesia dedicata al gatto nero dallo scrittore Ernest Hemingway. Parole che si rivolgono a un animale che ha la sola colpa di avere il manto scuro. Cosa che suscita in molte persone ignoranti, non si sa bene perché, una sorta di timore.

Una paura, quella del gatto nero, che ha una storia antica. Ad eccezione del nord dell’Inghilterra, dove possederlo equivaleva a ottenere grandi fortune, in altri paesi, nei tempi passati, il povero micio color carbone veniva spesso associato alla figura del demonio. E durante il periodo dell’Inquisizione, insieme alle streghe, arso vivo. Ma per contro, ci sono state delle civiltà, per esempio quella egizia, che i gatti neri addirittura li veneravano. Mentre il Medioevo li associava alle streghe, come fedeli compagni delle loro malefatte. Indipendentemente dal suo colore, il gatto è un animale che vive di notte ed è proprio durante la notte che va a caccia delle sue prede (stiamo parlando di quello libero, non certamente del micio casalingo) e questo in un certo senso, se il suo manto è del colore delle tenebre, lo penalizza ai nostri occhi.

A sua difesa però, venerdì 17 novembre 2010 alle ore 17, è nato il “Movimento per la riabilitazione sociale del gatto nero”, frutto dell’interessamento dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) che, da allora, si propone ogni anno di riabilitare culturalmente il bistrattato felino, considerato a torto portatore di sciagure. «In realtà – dicono i volontari dell’Aidaa -, il povero animale non è solo costretto ad assistere agli scongiuri di noi inconsapevoli esseri umani, ma è purtroppo oggetto anche di pratiche crudeli. Alcune volontarie dei gattili riferiscono a questo proposito che in certi momenti dell’anno, soprattutto in occasione della festa di Hallowen, ricevono richieste di adozioni sospette (respinte con decisione), di gatti neri cuccioli e non, probabilmente da sacrificare in riti satanici. E solo grazie alla giornata dedicata a loro- nata per festeggiarli e farne conoscere le qualità tipicamente feline: grazia,agilità, dolcezza-, si è cominciato a sensibilizzare l’opinione pubblica, sfatando assurde credenze che fanno parte delle nostre altrettanto assurde paure, perché anche se alcune stime ci paiono eccessive, il pericolo per i gatti neri esiste, fosse anche solo quello di essere discriminati in quanto vittime di inconsistenti credenze. Per questo molti gattili e associazioni animaliste organizzano, in occasione del Gatto Nero Day, eventi dedicati a una creatura dall’aria misteriosa che ribaltino i pregiudizi, raccontando come in realtà siano i gatti neri ad avere sofferto, fin dal lontano passato per colpa dell’uomo e non il contrario. Una giornata insomma da segnare sul calendario che potrebbe essere anche l’occasione, per chi sta pensando all’adozione di un micio, di adottare un batuffolo color carbone, sfidando in prima persona non il destino ma le nostre sciocche superstizioni.

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