Buche stradali trasformate in fioriere: la “guerrilla gardening” delle aree periferiche e rurali italiane

I crateri nelle strade italiane si riempiono di fiori: così i cittadini delle zone meno centrali delle città scendono in campo per denunciare alle autorità comunali inerti un problema ormai assodato

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Le buche stradali diventano fioriere, i crateri grigi, pieni d’acqua, di terra, si trasformano in vasi per fiori colorati. Nella periferia di Roma non è una novità, già negli scorsi anni erano state avviate iniziative di questo tipo, portate avanti dai cittadini per sensibilizzare le istituzioni cittadine sul problema.

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di Camilla Prato – Red luce.lanazione

All’Appio Tuscolano, ad esempio, un gruppo di giovani del quartiere aveva lanciato nel 2018  “Fiori cresciuti in mezzo ai sampietrini”, prendendo in prestito il titolo di un brano di Carl Brave x Franco 126. Visto che le segnalazioni all’assessore competente non avevano prodotto risultati, i ragazzi si erano spesi in questo progetto di denuncia, guardando anche al futuro: “Questi fiori  non devono evidenziare solo le buche, ma rappresentano la nostra speranza per la rinascita della città alla quale noi giovani del quartiere non vogliamo smettere di credere. Il fiore contro la decadenza, la rinascita contro la noncuranza. Vogliamo una Roma viva”.

Paige Breithart

Un’idea che, come i pollini di quei fiori nel cemento (sempre per richiamare le canzoni), è volata lontano, fino a raggiungere altre città che convivono con lo stesso identico problema: le buche, che hanno ormai trasformato le strade in campi di battaglia, pericolosissimi. Un’idea che in realtà nasce da lontano, da quando nel 2015 l’artista americano del Michigan Paige Breithart, stanco della sordità da parte dell’amministrazione di fronte alle continue segnalazioni di problemi al manto stradale, ha deciso di intervenire piantando, per ogni cavità, fiori e piantine. Al posto della decadenza, la rinascita.

Armati di terriccio piantine e buona volontà, grandi e piccoli hanno riempito quelle buche con i fiori, in un atto di civile e silenziosa protesta. Inoltre “Ci siamo presi cura della nostra contrada, la nostra casa – spiegano ancora i cittadini della zona–. Come ormai consuetudine ci siamo rimboccati le maniche per rimuovere i rifiuti ingombranti abbandonati nelle nostre strade, già a suo tempo segnalati al competente assessorato comunale all’ambiente senza alcun riscontro operativo conseguente”. Rifiuti, fiori ma anche cartelli stradali, quelli che mancavano per indicare via Aria Silvana: “Perché, se è vero che nel catasto le contrade sono diventate vie all’atto pratico non sono neppure degne di essere individuate da chi volesse raggiungerle”.

Se l’era del pacifismo universale, quando i fiori erano da mettere nei cannoni, appare ormai superata e lontana, questo è il momento dell’impegno civico, oggi i fiori vanno piantati nelle strade. Sperando che le amministrazioni comunali se ne accorgano e intervenga. Un impegno meno nobile, forse. Ma più concreto.

 

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