Piacenza, muore in ospedale: la sua auto nel parcheggio piena di multe

Dramma della solitudine e della burocrazia. Due mesi di verbali accumulati nonostante il cartello: "Il proprietario è deceduto"

0
54 Numero visite

L’auto, una vecchia Mercedes classe A Elegance di colore grigio, è ancora parcheggiata in via Campagna, una delle strade che delimitano il perimetro al vecchio ospedale di Piacenza. Non ci sono multe recenti, solo quelle vecchie, ormai ridotte a una poltiglia dalle pioggie di questo ultimo mese.

Appoggiati al lunotto un tagliando che documenta quando è stata lasciata la macchina, il 14 settembre, con limite di parcheggio sulle strisce blu alle 12,51; e due cartelli scritti a penna, in stampatello. Il primo, molto triste, dice che “il signor Mosconi Giuseppe, il proprietario della vettura, è ricoverato in medicina d’urgenza”. Il secondo, tragico, appoggiato appena sopra, spiega che “il sig. Mosconi Giuseppe è deceduto” ed è corredato dalla fotografia di un uomo dai lunghi capelli bianchi, i baffi spioventi che ne incorniciano il viso, una camicia azzurra aperta.

E’ una storia di ordinaria solitudine quella che racconta l’auto di Giuseppe Mosconi, 68 anni, pensionato di Fombio (comune del Basso Lodigiano) morto all’ospedale di Piacenza un mese dopo il ricovero. A svelarla è stata una passante, incuriosita da quei due cartelli che raccontano la fine di una vita. Il fratello di Giuseppe Mosconi spiega poi che i loro rapporti si erano da tempo interrotti.

“A settembre Giuseppe si è sentito male ed in macchina è corso in ospedale a Piacenza da solo – racconta – aveva qualche problema di salute. I medici mi hanno telefonato, ma non ho potuto andare a visitarlo per colpa dell’emergenza Covid. Dopo la sua morte credo che l’auto sia rimasta nel posteggio; era aperta, quindi non posso dire chi abbia messo quei cartelli, io non sono stato, forse un suo amico”.

Dal reparto di medicina d’urgenza, in considerazione della gravità delle sue condizioni, Giuseppe Mosconi è stato poi trasferito all’Unità coronarica, dove è deceduto il 16 ottobre. I funerali, con successiva cremazione, sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Fombio, il suo paese natale, nel pomeriggio del 19 ottobre.

Sotto al necrologio, in cui annunciano il decesso “i fratelli Anna Maria e Gianluigi, la cognata Rosy, l’amica Maria Bambina, i nipoti ed i parenti tutti” c’è la stessa foto appiccicata nel cartello sull’auto.

 

Newsletter