Paralimpici, Tassi non va fuori strada: una Dakar senza barriere

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Gianluca, classe 1961, vuole essere il primo pilota paraplegico a terminare il massacrante rally che parte domani in Sud America. “La strategia – dice lo staff di Tassi – sarà la costanza senza voler strafare: concentrazione e ritmi costanti per poter arrivare al traguardo”

il 55enne perugino

La prima non si scorda mai. Così il suo messaggio acquisisce ancora più forza: “La mia vuole essere una sfida per dimostrare a tutte le persone nelle mie condizioni che si possono inseguire le proprie passioni e affrontare anche avventure estreme come la Dakar”. Inequivocabile: firmato Gianluca Tassi. Sarà il primo pilota italiano con disabilità a partecipare alla massima competizione internazionale di off road, la gara tout terrain più estrema al mondo. Al via anche un altro pilota paraplegico, Isidre Esteve, lo spagnolo che ha già preso parte alla Dakar 2009, ma non riuscì a terminarla a causa delle piaghe.

PROGRAMMA — Partenza lunedì 2 gennaio da Asuncion, arrivo il 14 gennaio a Buenos Aires con una giornata di riposo a La Paz (8 gennaio). Gianluca sarà in gara con un Ford Raptor SVT T2. Questa edizione della Dakar – 9000 chilometri lungo Paraguay, Bolivia e Argentina – è la più estrema a causa dell’altitudine. La maggior parte del percorso è in alta montagna: si arriverà fino a quota 5000 metri, mezzi e piloti saranno messi a dura prova. “La strategia – dice lo staff di Tassi – sarà la costanza senza voler strafare: concentrazione e ritmi costanti per poter arrivare al traguardo”.

SEMPRE IN SELLA — Perugino, classe 1961, è stato più volte campione italiano di moto rally (16 tricolori e un europeo). Nel 2003 una caduta durante un’escursione in moto in Perù gli ha causato una lesione al midollo spinale. Ma è sempre rimasto in sella alla sua grande passione. Tra i suoi molti trofei, Tassi ha corso in moto la Granada-Dakar nel ’99 e ha conquistato 16 titoli nell’italiano motorally e un titolo europeo. RTeam RalliArt gli ha preparato l’auto con modifiche Guidosimplex per i comandi e delle innovazioni da lui suggerite: “L’obiettivo è finire la gara. Potrò contare anche su un qualificato servizio di assistenza messo a disposizione dal team con camion T4 e T5 attrezzati per agire velocemente di fronte a qualsiasi tipo di necessità”. Gianluca sarà alla guida con il co-pilota Massimiliano Catarsi che ha vinto varie competizioni nazionali e internazionali al fianco di grandi piloti tra cui il campione del mondo rally Miki Biasion. Il terzo membro di questo equipaggio misto sarà il giovane umbro Alessandro Brufola Casotto che insieme ad altre persone ha supportato Gianluca per la riuscita di quest’impresa.
UNO DI NOI — Nell’abitacolo Gianluca ci sale per svariati fronti. Effettua test per molte case automobilistiche ed è impegnato nelle attività della Onlus Uno di Noi. A partire dalla Evolution Driving School, una struttura che organizza corsi mirati all’apprendimento delle tecniche di guida necessarie per condurre le auto dotate di comandi ausiliari. “Insegniamo alle persone con disabilità a tornare a guidare una macchina in autonomia. Tra i partecipanti alla nostra scuola c’è Giada Rossi (bronzo nel tennis tavolo alle Paralimpiadi di Rio 2016, ndr). Il ritorno ad una vita normale è una grande conquista”.
L’HANDBIKE 4x — Ma non ci sono solo i motori. Il perugino con l’aiuto dello staff della Onlus Unodinoi, sta portando in giro per l’Italia un nuovo prototipo di bike per persone con disabilità, che ha ideato lui: è l’handbike 4X progettata dall’ingegnere umbro Enrico Staccioli. Un innovativo quadriciclo off road con ruote da mountain bike, caratterizzato dall’assenza di pedalata, verrà utilizzato su percorsi in discesa gravitazionale, permette a tutti di percorrere tratti di strada bianca o sentieri sterrati in discesa. Questa nuova disciplina ciclistica è stata riconosciuta sperimentale a livello paralimpico e potrà essere utilizzata nelle specialità del downhill e downtown. Esiste già un modello in Francia, Gianluca ha ideato un prototipo dotato di roll bar, quindi più sicuro e anche meno costoso per fare in modo che tutti possano usarlo. Durante la prossima primavera verrà presentato ufficialmente alla stampa, agli Eps e alla Fci. C’è un progetto sportivo pronto, redatto da Agostino Andreozzi, un professore di Scienze Motorie e Sportive con la passione dell’Off Road e specializzato nel Sostegno Area Psicomotoria che collabora con Gianluca, sono previsti eventi regionali e nazionali per i ragazzi con disabilità agli arti inferiori interessati a provare insieme ai ragazzi “normodotati” queste due discipline di sport integrato, il 4×4 e la Handbike 4x. Per il futuro sono previste anche delle gare amatoriali che prevedono la partecipazione mista: persone con disabilità e non potranno gareggiare in un’unica categoria. In occasione della presentazione ufficiale della Handbike 4x, verrà proposto anche questo progetto di sport integrato alle aziende che vorranno aderire come partner, alla Federazione Ciclistica Italiana e agli Enti di Promozione Sportiva che vorranno promuovere questa disciplina. Ma ora c’è il sogno Dakar che prende forma.

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