“Ho perso una gamba, ma non la voglia di vivere” l’atleta paralimpico si racconta nelle scuole novaresi

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Si chiama Andrea Devicenzi e oggi, 2 novembre, ha iniziato il suo giro d’Italia formativo, in cui incontrerà oltre 5mila studenti di scuole del nord Italia, tra cui Novara, per raccontare la propria storia e aiutare i ragazzi ad essere consapevoli delle proprie potenzialità.

Andrea De Vicenzi (3)-3

“L’obiettvo del percorso – spiega l’atleta –  è quello di rendere i nostri giovani consapevoli delle grandi e incredibili risorse che hanno a  disposizione in questa fase della loro vita per trasformarla ed orientarla al meglio, oltre che promuovere un sano e corretto stile di vita attraverso esempi positivi. Gli incontri saranno svolti all’interno dei vari istituti di ogni città e nel pomeriggio, in sella alla mia bici, percorrerò la distanza da una città all’altra”.

In seguito ad un grave incidente motociclistico – racconta Andrea – all’età di 17 anni, mi viene amputata la gamba sinistra. Dal quel giorno inizia per me un percorso nel quale ritrovare stimoli e obiettivi per continuare la mia vita. Persi una gamba ma non la voglia di vivere”.

“Nel 2007 il lavoro sedentario e l’alimentazione non propriamente corretta, mi portano negli anni, a superare la soglia dei 100 chili, con la grave conseguenza, non portando la protesi ma utilizzando le stampelle, di dolori continui alle articolazioni. Decido dunque di iniziare seriemente l’attività sportiva, per riacquistare quella forma fisica sufficiente che mi permettesse di star bene con me stesso“.

Così nel 2008 Devicenzi partecipa alla Granfondo, una competizione ciclistica amatoriale nel Nord Italia, dove inizia a scoprire l’amore per questo sport.

“Vengo contattato, visti i risultati, da un manager di una squadra ciclistica composta interamente da atleti diversamente abili. Partecipo poi a numerose gare Internazionali di ciclismo di Coppa Europa, valevoli per le qualificazioni alle Paralimpiadi di Londra 2012. Poi gare in Spagna, Francia, Italia e Slovacchia. Conquisto ai Campionati Italiani, su Strada e Crono, 2 medaglie d’argento. Partecipo a numerose gare Internazionali di ciclismo di Coppa Europa per le qualificazioni alle Paralimpiadi di Londra 2012 con un argento in Inghilterra. Divento campione Italiano Paralimpico su Pista nell’inseguimento a Mori (TN).

Nell’agosto 2010 percorro la strada carrozzabile più alta del mondo in India, la Manali-Leh, 700 km in 8 giorni, raggiungendo per ben 3 volte la quota di oltre i 5.000 metri ed infine il Kardlung La di 5.602, primo disabile amputato al mondo nella storia a riuscirci”.

Inizio l’attivita’ del Paratriathlon (nuoto, bici, corsa), dove l’entusiasmo e la voglia di indossare la maglia azzurra, mi portano ad inventare un tipo di corsa con le stampelle“.

Arrivano altre medaglie, premi e vittoria, ma alcuni problemi alla schiena costingono Andrea fermarsi, per poi riuscire a recuperare completamente. “Nell’ottobre 2014, scelta maturata negli anni, grazie al percorso di crescita personale intrapreso nel 2011, decido di licenziarmi dall’azienda siderurgica per cui ho lavorato per circa 15 anni, iniziando l’attività da professionista di Mental Coach, Motivatore, Formatore ed Atleta. Creo un Progetto dedicato principalmente ai giovani, Progetto 22, che vede il suo ufficiale inizio nell’ottobre 2014 con il 1° Giro d’italia Formativo, utopistico per molti, infattibile per altri, ma che con determinazione, mi porterà ad incontrare 3.500 ragazzi in 13 Istituti, percorrendo in sella alla mia bici, oltre 1.000 chilometri. Quest’anno il progetto continua”.

http://www.novaratoday.it

 

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