Per i disabili meglio stare alla larga dalla Tarom

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Se pensate di visitare Bucarest e dintorni evitate assolutamente di viaggiare con la compagnia aerea di bandiera della Romania: la Tarom. Soprattutto se siete disabili.

di Beatrice Credi

A dirlo, sia pur indirettamente, è l’autorità nazionale per la tutela dei consumatori del Paese dell’Est. Che, in seguito a un recente controllo delle compagnie aeree rumene sulle condizioni di viaggio per i passeggeri con handicap, ha scoperto che proprio il vettore più importante viola le norme sull’accessibilità.

taromIntendiamoci, la Tarom non è certo un’eccezione nell’UE. Tantomeno nel mondo. Nel 2008, l’Europa ha introdotto una norma anti-discriminazione per tutelare i diritti di questa speciale categoria di passeggeri. Sei anni dopo, alcune compagnie europee sono ancora riluttanti a rispettare la regola. Le persone con handicap sono ben consapevoli della necessità di pianificare con attenzione il proprio viaggio. Per farlo, hanno bisogno di informazioni rilevanti prima della prenotazione. Per questo motivo il Regolamento UE impone ai vettori di rendere pubblici i requisiti di sicurezza e le informazioni rilevanti sulle restrizioni relative alle dimensioni dell’aeromobile, che si applica al trasporto di passeggeri a mobilità ridotta. Tutte le informazioni pertinenti devono essere in formati accessibili e messe a disposizione del pubblico gratuitamente, per ridurre al minimo le situazioni in cui a questa speciale categoria di passeggeri può essere negato l’imbarco a causa di una mancanza di preparazione.

Mentre la percezione pubblica è che la discriminazione nei confronti dei disabili è più comune con le compagnie low cost, la realtà dimostra che il fenomeno è trasversale. Come conferma il caso della Romania. Nonostante il testo del Regolamento sia cristallino, fino a poco tempo fa il sito di Tarom non forniva alcun tipo di informazione. L’unico riferimento era il seguente: “Il trasporto di bambini non accompagnati, persone inabili, donne incinte, persone con malattie o di altre persone che necessitano di assistenza speciale si effettua solo previo consenso del vettore. A questi passeggeri non deve essere successivamente rifiutato il trasporto sulla base di tali disabilità e/o esigenze particolari”.

Una frase confusa e priva di dettagli. La compagnia ha prontamente fatto comparire una sezione speciale dedicata all’assistenza sul proprio sito Web. Una buona notizia si direbbe. Tuttavia, la sezione contiene elementi di discriminazione contro la disabilità. Tarom impone severe restrizioni per i passeggeri che richiedono l’uso di una sedia a rotelle: non sono accettate su due modelli di apparecchio, ATR 42 e ATR 72. Massimo due passeggeri su sedia a rotelle, invece, possono viaggiare sui Boeing 737 e un massimo di sei su Airbus 318. Inoltre, non è chiaro se questi passeggeri sono tenuti a presentare un certificato medico al momento del check-in. Infine, il linguaggio usato dall’azienda per riferirsi a persone con difficoltà cognitive è spaventoso. “I passeggeri che non sono considerati casi medici: passeggeri non vedenti, passeggeri non udenti, i passeggeri ritardati”.

http://www.west-info.eu/i

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