La perfezione della ruota si veste di luce, stoffe e colori

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Novanta designer, scultori e pittori hanno interpretato in una mostra a Lucca l’elemento simbolo dei Mondiali che dal 21 al 29 si svolgeranno in Toscana

di Paola Taddeucci

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LUCCA. C’è chi ha usato il fango, chi la carta, chi il ferro, chi il legno, il marmo e chi perfino la tela di una tovaglia a quadretti Vichy bianchi e rossi e una coperta di lana. Qualcuno ha fatto quadri, altri sculture, piatti da appendere alle pareti, oggetti d’arredo e lampade. Nessun limite alla fantasia per quanto riguarda materiali, tecniche e soggetti. Ma la forma doveva essere unica: il cerchio.

Ne è venuta fuori “Ruote d’artista”, una mostra pensata e realizzata in omaggio ai Mondiali di ciclismo, che dal 21 al 29 settembre faranno tappa a Lucca. «Un’opera corale – spiega il curatore Mauro Lovi – che ho pensato come il gruppo delle corse: un tripudio di colori tra magliette, numeri, caschetti, biciclette, con diverse intensità di sfumature e brillantezze».

Protagonisti dell’esposizione – aperta da oggi al 30 a ingresso libero nella sala Tobino di Palazzo Ducale – sono novanta artisti, quasi tutti toscani, di cui 24 donne e 8 stranieri che hanno scelto di vivere e lavorare nella regione.

Alcuni di loro sono nomi di grido, come il volterrano Mauro Staccioli, noto in tutto il mondo per le sue sculture ambientali, i pittori lucchesi Antonio Possenti, Riccardo Benvenuti, Fabio Grida e Giampaolo Bianchi, il fiorentino Luca Alinari che ha firmato il logo dei Mondiali; l’architetto designer Emiliana Martinelli di Martinelli Luce, l’azienda che ha, tra le sue lampade, due creazioni di Gae Aulenti, e Ugo La Pietra, l’eclettico artista architetto designer che Philippe Daverio ha definito “un poeta”.

Sono creativi di ogni età che hanno accettato di cimentarsi con il tema della ruota, regalando 90 pezzi unici, per ognuno dei quali si può usare una quantità di aggettivi: bizzarro, divertente, particolare, originale, misterioso, profondo, colorato, elegante, ecologico, femminile, malinconico.

E’ sicuramente abbagliante, colorata e divertente l’opera di Emiliana Martinelli: la lampada “Off-road”. Una ruota tridimensionale luminosa che fa luce anche quando è spenta perché realizzata con elementi fosforescenti. Quando è accesa, invece, il colore del disco interno cambia a seconda di dove la guardi. Girandole intorno prima è giallo, poi diventa fucsia, azzurro, blu, verde. E’ già un cult, prima dell’apertura della mostra.

«Molti mi hanno chiesto se sarà in vendita – confessa l’autrice – ma non lo so ancora. Ho pensato a quest’opera unicamente in funzione della mostra, vedremo».

Di tutt’altro genere le “Memorie condivise” di Elisabetta Nencini, grafica fiorentina che ha scelto una tecnica mista per il suo cerchio di 60 centimetri da appendere alla parete pieno di femminilità e di grazia. La forza della materia e della forma risalta, possente, nelle sculture di Staccioli e di Neal Barab: la prima è in ferro e cemento, la seconda in marmo.

Esaltazione dei materiali, invece, nell’opera degli architetti Barberini e Gunnell che hanno sovrapposto quattro ruote in una, ciascuna diversa dall’altra, per ripercorrerne la storia: dalla pietra al legno, dall’acciaio al carbonio. Di fango, poi, il cerchio di Felice Galli, che nel tondo ha quasi intarsiato una figura di ciclista.

Questi gli orari della mostra: 15-19 dal lunedì al venerdì, 10-19 sabato e domenica.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/

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